Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

Opportunità e pericoli dell’intelligenza artificiale

Quando il 30 novembre 2022, OpenAI ha lanciato ChatGPT, un’intelligenza artificiale generativa in grado di comprendere e generare linguaggio umano, rispondendo a domande specifiche e generando testi anche molto complessi sugli argomenti più disparati, questo ha attirato l’interesse del grande pubblico, anche perché i creatori hanno messo gratuitamente a disposizione questo strumento, utilizzato oggi da milioni di persone in tutto il mondo.

La capacità di ChatGPT di dialogare in maniera “intelligente”, simulando il linguaggio umano, suscita meraviglia e innesca reazioni che oscillano tra due eccessi.

Da una parte un grande entusiasmo e fiducia nel progresso, come se questa fosse la soluzione a tutti i problemi dell’umanità; dall’altra genera preoccupazioni legate a eventualità come la perdita di posti di lavoro, e altre decisamente improbabili che vedrebbero l’IA governare il mondo entro la fine di questo secolo. In realtà, il lancio di ChatGPT non è che l’ultima evoluzione di una tecnologia che non è affatto una novità.

L’IA è già tra noi. I primi modelli di IA comparvero negli anni ‘50 sotto forma di programmi per giocare a scacchi. Da allora questi sistemi si sono costantemente evoluti, integrandosi negli ultimi anni con strumenti e applicazioni che usiamo tutti i giorni. Basti pensare ai comandi vocali degli smartphone, il riconoscimento facciale dei filtri Instagram, gli algoritmi dei Social, che imparando a riconoscere i nostri interessi propongono contenuti simili per prolungare la permanenza sulla piattaforma, o agli algoritmi di Amazon, che sulle nostre abitudini di acquisto propongono offerte personalizzate. Dunque qual è la novità? ChatGPT è una IA “generativa”, perché oltre ad apprendere (da ciò che trova in rete), può “generare” contenuti nuovi e originali. Le IA possono generare testi (come ChatGPT), immagini, musica e altro ancora.

Ma la IA è davvero intelligente? Tutte le IA sono state programmate dall’uomo e funzionano grazie a serie di istruzioni che permettono di risolvere un problema o di eseguire un compito specifico.

Le IA non sono quindi intelligenti nel senso umano del termine, ma si limitano a simulare il comportamento del cervello umano seguendo una serie impressionante di istruzioni ad altissima velocità. C’è un abisso tra l’intelligenza artificiale e quella umana: le IA non sono coscienti, non sanno di esistere perché sono solo macchine che eseguono calcoli complessi. L’uomo, invece, “divenne anima vivente” (1Corinzi 15:45) e fu da Dio reso cosciente di sé, tanto da potersi rendere conto che era solo e che gli animali non potevano essere una compagnia adatta a lui (Genesi 2:18-20).

Le IA non hanno desideri e obiettivi, si limitano a fornire una risposta nel momento in cui vengono interrogate. L’uomo fu invece dotato di libero arbitrio, facoltà che purtroppo usò male scegliendo di disobbedire a Dio, credendo al diavolo (Genesi 3:6).

Le IA non hanno senso morale: caratteristica questa distintiva degli uomini, che sono stati da Dio resi in grado di discernere il bene e il male (Genesi 2:16,17). La differenza tra l’intelligenza della IA e la nostra è di carattere qualitativo e al momento è impensabile che questa tecnologia possa progredire colmando il divario che la separa dall’intelligenza dell’uomo. E questo non ci sorprende perché Dio ci ha creato “a sua immagine e somiglianza” (Genesi 1:27), “Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo” (Salmo 139:14).

Queste considerazioni ci portano a concludere che l’IA non è nient’altro che uno strumento potente e per certi versi rivoluzionario, che avrà un impatto sul nostro prossimo futuro: se in bene o in male, dipende dalla moralità e dal senso etico di chi la usa.

IA utile… I principi etici e morali di chi usa e sviluppa l’IA fanno la differenza. Oggi l’IA in campo medico viene sempre di più utilizzata per diagnosticare in tempo rapido le malattie. Nell’industria automobilistica l’IA integrata sulle auto le ha rese un po’ più sicure, dotandole di sistemi di frenata assistita e dispositivi salvavita. Ci sono degli smartwatch che riconoscono un attacco epilettico e avvisano i soccorsi… questi e altri risvolti positivi sono stati prodotti da un utilizzo etico dell’IA.

Con ChatGPT possiamo trovare e sintetizzare una grande quantità di informazioni su qualsiasi argomento, in tempi brevissimi; produrre testi e immagini per gli usi più svariati. Se usate in maniera etica le IA possono essere degli utili assistenti artificiali.

…e IA dannosa. Di contro, l’IA ha già trovato delle applicazioni eticamente discutibili diventando nelle mani del governo cinese un’arma di sorveglianza di massa. Il Sistema di Credito Sociale voluto dal governo sfrutta l’IA per controllare i comportamenti della popolazione, assegnando un punteggio a ciascun cittadino, premiando alcuni e limitando pesantemente la libertà di altri. Le implicazioni etiche e morali sono enormi.

Le IA sono le principali responsabili del funzionamento dei Social. L’obiettivo per il quale sono state programmate è quello di proporci un numero pressoché infinito di contenuti corrispondenti alle nostre preferenze al solo scopo di tenerci connessi il più a lungo possibile, garantendo maggiori introiti derivanti dalla pubblicità alle società proprietarie. Le IA non sono malvagie, tuttavia, non essendo che strumenti senza moralità e senso etico, non sanno se i contenuti che ci stanno propinando siano falsi oppure dannosi per il nostro spirito e la nostra mente.

Sta quindi a noi utilizzare i Social in maniera etica, riconoscendo una volta di più che: “ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica” (1Corinzi 10:23).

Riguardo al servizio cristiano è difficile entrare nel dettaglio di come le IA non debbano essere utilizzate, perché la loro continua evoluzione metterà a nostra disposizione nuove possibilità di utilizzo. La capacità della IA di raccogliere e sintetizzare informazioni al nostro posto potrebbe farci correre il rischio di rinunciare allo studio della Parola: mentre studiamo e approfondiamo la Parola per una predica o una lezione di scuola domenicale, esponiamo mente e cuore all’azione dello Spirito Santo, che fa penetrare in profondità i santi concetti nella nostra anima. Potremmo invece cercare di ottenere spunti e idee per il nostro servizio, il che non è di per sé sbagliato. Ricordiamoci tuttavia che noi conosciamo l’Iddio che fa cose “nuove” (Isaia 43:19), quindi diamo priorità alla preghiera e cerchiamo la guida del Signore per rispondere alle esigenze della Sua opera nel tempo, nel luogo e per le persone affidateci.

Uno sguardo al futuro. Il lancio delle IA generative è stato salutato da alcuni come l’inizio di una nuova era, nella quale l’uomo, grazie al loro contributo e a quello della robotica, potrà superare i limiti intrinseci della propria natura, sfidando perfino la morte. Ma la tecnologia e il progresso non saranno mai abbastanza in grado di dare all’uomo la felicità che cerca. Si guardi la Chiesa dal riporre le proprie speranze in cose che non sono Cristo, il Quale rimane la nostra beata speranza e la risposta a ogni nostra più alta aspirazione nell’attesa del Suo glorioso ritorno!

Inoltre non possiamo non considerare come l’IA generativa sembri rendere possibili alcuni scenari propri del regno dell’Anticristo, durante il quale l’umanità intera sarà controllata in maniera capillare da questo diabolico governo mondiale (Apocalisse 13:11-18).

Questi scenari sommati a una cultura anti-cristiana, potrebbero scoraggiarci, ma facciamoci animo perché: “quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina” (Luca 21:28).

Andrea M. Bisconti

Risveglio Pentecostale novembre 2024

 

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