Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”

QUALE VISIONE

QUALE VISIONE

Ho letto di recente un articolo su un settimanale, allegato a uno dei più noti e diffusi quotidiani del nostro paese, il cui autore faceva notare come sulla Rete la maggior parte dei video, registrati dai telefonini, sono prodotti e diffusi in formato “verticale” e non più “orizzontale”.

L’analisi, acuta e interessante, fa molto riflettere e si domanda se questa visione parziale non rischi di limitare non tanto e non soltanto la fruizione della realtà, ma la sua comprensione e le nostre azioni conseguenti.

Così mentre si inquadra e si mette a fuoco ciò che si vuole far vedere, il resto rimane offuscato e in penombra così da renderlo incomprensibile.

Una visione corretta

La riflessione del giornalista mi ha fatto ricordare quanto sia importante avere una “visione corretta” dei pericoli come delle opportunità, dei bisogni e delle priorità per portare a compimento la missione che il Signore ha affidato alla Sua chiesa.

Nel libro dei Proverbi leggiamo: “Quando non c’è visione, il popolo è senza freno, ma beato colui che osserva la legge” (29:18).

L’uso consueto del termine originale ha indotto alcuni a tradurre “quando non c’è rivelazione”, perché il contesto chiaramente indica l’idea di una visione divina, spirituale, profetica.

Occorre partire sempre dal punto di vista della Parola per avere una visione giusta delle cose! Una parafrasi dello stesso versetto dice: “Senza una guida chiara il popolo si disperde”. Dunque la visione deve essere chiara perché coinvolga tutta la chiesa del Signore. Quanto è importante che impariamo a vedere le cose come le vede il Signore, come Lui ce le mostra mediante le Scritture, grazie all’illuminazione del Suo Spirito!

Una visione ampia

È indispensabile conoscere bene noi stessi e le nostre famiglie, così come è importante  “leggere” la realtà che ci circonda e riconoscere come, dove, quando (e a fare che cosa) lo Spirito Santo voglia guidarci mediante la fede piuttosto che fare affidamento solo su ciò che possiamo vedere, capire e programmare con la nostra logica umana o la nostra convinzione personale che a volte rasenta la cecità spirituale. La giusta prospettiva ci darà una visione completa e non parziale.

Mentre considero i programmi che si attivano nelle nostre chiese a livello locale, di zona e nazionale la mia preghiera a Dio è che essi siano il frutto del tipo di visione che piace a Cristo.

Una visione reale e pratica

Che la visione delle comunità in tutti i programmi, dalla Scuola Domenicale all’evangelizzazione, con ogni mezzo a nostra disposizione, consista nel proclamare il Vangelo della grazia e promuova sempre la salvezza delle anime, affrontando il vero problema dell’uomo: il peccato!

Che la visione dei nostri Centri Comunitari, mentre si realizzano momenti di svago e aggregazione, non perda mai gli obiettivi “pentecostali” della salvezza, della consacrazione e della chiamata al servizio.

Che i Convegni Pastorali, delle Scuole Domenicali e Giovanili siano preziose occasioni di comunione fraterna, di riflessione e di promozione di un’azione comune per l’avanzamento del Regno di Dio in Italia.

Mentre scrivo penso in particolare ai programmi di “Svolta Giovani” che deve sempre più coinvolgere la gioventù delle nostre chiese in vista del cambio del testimone, se Gesù ritarda a venire, e penso ai due programmi attivati di recente dal Consiglio Generale delle Chiese che riguardano il consolidamento e la fondazione di Scuole domenicali con apposite iniziative e il  programma evangelistico nazionale chiamato “Andando dunque” che ha l’ambizioso e determinato programma di raggiungere altre città in Italia con il messaggio dell’Evangelo per la fondazione di nuove chiese locali.

Anche queste attività sottoponiamo alla guida del Signore e per esse chiediamo a tutti i lettori, oltre che il sostegno e la partecipazione, la preghiera perché possano essere sviluppate secondo una visione ampia ed elevata all’unica gloria del Signore Gesù, per l’edificazione della Sua chiesa e per la salvezza di nuove anime.

Che Dio ci aiuti a non avere una visione “ristretta”, opportunistica, personale e personalizzata della Sua opera ma, come i figli di Issacar al tempo di Davide e ad avere la capacità di capire i tempi, in modo da sapere quel che si deve fare. Dio ci benedica!

Gaetano Montante

da Risveglio Pentecostale – maggio 2024