GRUPPO GIOVANI
I responsabili dei giovani sono figure che spesso, anche per vie dell’età, fanno da “ponte” tra i genitori e figli. Per questo motivo è fondamentale cercare di “fare squadra” con i genitori delle ragazze e dei ragazzi e servire insieme alle loro famiglie, tra rischi e opportunità.
Il rischio della frustrazione. Uno degli errori che possiamo commettere come responsabili dei giovani è pensare di poterli servire nonostante i loro genitori. Sì, a volte possiamo sentirci frustrati nei confronti dei genitori quando i ragazzi si aprono con noi e ci raccontano i problemi che vivono tra le mura di casa, o quando emergono incoerenze e incomprensioni. A volte sembra che l’impegno che dedichiamo ai ragazzi incontrandoli poche volte durante la settimana, possa essere vanificato da ciò che accade nelle loro case ogni giorno. Dall’altro lato, il rischio per i genitori è quello di vedere i responsabili dei giovani come dei concorrenti (o peggio, degli ostacoli) nella formazione spirituale dei figli, soprattutto quando non si condividono alcune scelte, approcci o alcuni punti di vista. Ciò non fa altro che aumentare le occasioni di conflitto, le distanze e, quindi, le difficoltà. A rimetterci saranno i ragazzi per primi.
Non dobbiamo però lasciarci sopraffare dalla frustrazione, ma dobbiamo prima di tutto analizzare la nostra vita: “Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12). Dobbiamo ricordarci che spetta a noi piantare e annaffiare: “Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere” (1 Corinzi 3:6) e continuare a impegnarci, per quanto dipende da noi, a costruire un ambiente sano e collaborativo con le loro famiglie: “Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini” (Romani 12:18).
L’opportunità dell’incoraggiamento. Essere genitori è complicato. Non l’ho capito veramente fino a quando non sono diventato papà. I genitori possono spesso sentirsi isolati dalle loro difficoltà. Ecco perché è così importante essere figure di incoraggiamento e coesione. Possiamo essere alleati dei genitori, sviluppare un approccio intenzionale e attento, parlare con loro, incontrarci con loro (individualmente o insieme) ascoltare anche le loro voci e le loro difficoltà e essere una “comune adunanza” per coltivare quei sentimenti e quelle azioni che possono fare la differenza nella vita degli adolescenti e dei giovani: “Facciamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci all’amore e alle buone opere, non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno” (Ebrei 10:24,25).
Il rischio della snaturazione. Spesso, in qualità di responsabili, ci sentiamo “schiacciati” dall’enorme influenza che le famiglie, gli amici e la cultura in cui sono immersi (social, influencer, etc.) esercitano sui giovani. Il rischio è quello di trasformarsi in un “sostituto” di una di queste figure. Non siamo chiamati a sostituire una figura genitoriale, né a diventare degli influencer o dei motivatori, ma a essere “di esempio … nel parlare, nel comportamento, nell’amore, nella fede, nella purezza” con l’obiettivo di applicarsi “alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento” (1 Timoteo 4:12-13).
Indipendentemente dalla fase o dal periodo della nostra vita, la nostra sicurezza è radicata nella veridicità, nella bontà e nell’autorità della Parola di Dio. Timoteo non doveva permettere a nessuno di disprezzare la sua “giovane età”, perché si basava sulla Parola di Dio, sia nella proclamazione sia nell’azione. Indicava alle persone di cui si prendeva cura l’unica verità che ha autorità universale. Nessun responsabile, a prescindere dall’età, dalla fase della vita o dal ruolo, dovrebbe sentirsi spinto a essere ciò non è chiamato a essere. Non è necessario avere tutte le risposte. Il nostro compito principale è essere presenti, cercare di incoraggiare e comunicare la verità, ma soprattutto, indicare costantemente ai giovani e ai loro genitori l’unica fonte di tutti i tesori di saggezza e conoscenza.
L’opportunità dell’arricchimento. In qualità di responsabili dei giovani, ci troveremo capiterà ad affrontare argomenti sempre più complessi e delicati da un punto di vista biblico. Oggi abbiamo a disposizione molte risorse di valore. Non possiamo essere esperti di ogni argomento, ma possiamo consultare fonti affidabili curate da credenti con competenze specifiche, come gli articoli di svoltaonline.it o i libri di ADI-Media (la collana “Domande per menti inquiete” è un ottimo punto di partenza). Per esempio, si può inviare ai genitori un articolo che tratti temi particolari sui quali i giovani vi hanno chiesto chiarimenti. Invitateli a prendersi qualche minuto per leggerlo e poi rifletterci insieme. In alternativa si possono dedicare dei momenti di studio e confronto con loro affrontando ogni settimana un capitolo di un libro su un argomento specifico che si desidera approfondire.
La nostra visione dovrebbe essere in linea con quella di Dio, che considera ogni famiglia cristiana come il principale incubatore della crescita spirituale “Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza, sapendo da chi le hai imparate, e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:14-17). La potenza del Vangelo può plasmare un percorso intenzionale di discepolato che famiglie e responsabili dei giovani possono percorrere insieme giorno dopo giorno.
Andrea Botturi
Risveglio Pentecostale – settembre 2025
foto: Gemini generated image

