Dalle nostre comunità

A una tragica disgrazia è seguita la manifestazione della potenza di Dio

Il primo giorno d’aprile del 2019 poco dopo le tredici, un credente della nostra comunità di San Ferdinando (RC), mentre stava lavorando per riparare una trave in cemento al secondo piano di un’abitazione del nostro paese, è caduto da una altezza di circa sei metri, con conseguenti gravissime fratture multiple in diverse parti del corpo: cranio, mento, spalla, femore, oltre ad alcune costole e la perforazione di un polmone. Oltre a questo la caduta ha causato un’abbondante emorragia dalla bocca. Subito soccorso, è stato portato dapprima al più vicino ospedale e da qui è stato elitrasportato in coma al più attrezzato ospedale di Reggio Calabria, dove è stato tenuto in coma farmacologico per circa quindici giorni. Durante quel tempo, quando qualcuno dei famigliari chiedeva ai medici notizie sulla situazione, la comunicazione era sempre molto negativa, diceva: “In casi simili è davvero difficile, se non addirittura raro sopravvivere. Ma, anche se dovesse superare questa fase di emergenza, è molto probabile che non sarebbe più autosufficiente, date le gravi lesioni al capo”.

Il secondo giorno dopo l’incidente il dottore ha detto ai familiari: “È già un miracolo che sia ancora vivo”. Ma dato che l’ultima parola spetta sempre a Dio, per grazia, in risposta alle preghiere delle diverse comunità della zona e di tanti credenti sparsi in tutta Italia e all’estero, è intervenuto potentemente facendo sì che il fratello si risvegliasse dal coma.

Dopo quindici giorni di coma il fratello Salvatore si è svegliato, ha comuniciato a parlare e a raccontare al pastore della comunità, che si trovava presso di lui in visita, che aveva parlato in lingue nuove! Che meraviglia, il Signore Gesù mentre era in quelle condizioni, lo ha visitato riempiendolo di Spirito Santo!

Poco dopo ha detto a sua sorella che aveva molto appetito, così lei gli ha offerto un panino che aveva con sé e che Salvatore ha mangiato avidamente nonostante le lastre avessero mostrato chiaramente che aveva la mascella rotta. Ma i miracoli sono continuati. Salvatore doveva essere operato al polmone per il foro causato dalle costole rotte, ma non c’è stato bisogno, perché questo si è richiuso da solo. Anche molte fratture sparse nelle diverse parti del corpo, si sono saldate da sole perfettamente. Ora il nostro caro fratello Salvatore è stato dimesso dall’ospedale e, anche se ancora per un po’ di tempo deve usare le stampelle, è gioioso e frequenta costantemente tutte le riu-nioni della comunità, glorificando il Signore per il miracolo ricevuto. Sì, è una testimonianza vivente per tutta la sua famiglia e per il paese di San Ferdinando. Prendiamo per questo caso le parole che Gesù ha usato nel caso di Lazzaro: “Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio” (Giov.11:4). A Dio sia tutta la gloria!

Antonino Dimondo, pastore onorario e Giovanni Di Crasto pastore della comunità di San Ferdinando – da Risveglio Pentecostale aprile 2020

Risveglio Pentecostale – Aprile 2020 (pdf)