Meditazioni e articoli

BELLEZZA NASCOSTA

Il “quinto Vangelo” (il libro di Isaia) presenta profeticamente Gesù come un rampollo che spunterà dalla radice di Isai, padre di re Davide.

Isaia 53 ci mette davanti alla Sua bellezza nascosta. La bellezza del cedro del Libano si può riconoscere e ammirare da lontano; la maestosità della sequoia non può non stupirti. Ma diciamo la verità, a chi interessa una radice? Chi è attratto da una pianticella, da un rampollo? Qui c’è tutto il messaggio del Vangelo, che invita a non fermarsi davanti all’apparenza, ma a scavare in profondità nella Persona di Gesù.

 

COLUI CHE HA “INVENTATO” LA BELLEZZA NON SI È PRESENTATO BELLO NELL’ESTERIORE

Anzi “non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci”. Non era una star, non doveva difendere la Sua immagine, né concludere con applausi. Aveva davanti il sacrificio cruento della croce, sulla quale non diede di certo un bello spettacolo! Il Figlio dell’uomo era coperto delle brutture dell’umanità di tutti i tempi, comprese le nostre; così, guardare Gesù sulla croce voleva dire guardarsi allo specchio, vedere se stessi. Ecco perché i più davanti a questo tipo di Dio, i più si sono voltati e si voltano dall’altra parte. Non vedono valore in Lui, non Lo apprezzano, Lo spregiano…

 

MA CHI AMA SA RICONOSCERE LA VERA BELLEZZA DI GESÙ!

La Sua bellezza è il Suo amore. Dove si può vedere? Lui stesso nel Vangelo di Giovanni 3:14-16 richiama il tempo in cui il popolo di Israele stava pagando con la vita il prezzo della propria ribellione, vicenda riportata nella Bibbia nel libro di Numeri 21:4-9. Il Dio della giustizia mandò dei serpenti velenosi, ma il Dio d’Amore provvide il rimedio: un serpente di bronzo in cima a un’asta innalzata in mezzo all’accampamento. Se chi veniva morso guardava al serpente di bronzo rimaneva in vita… Un grande tipo della croce… Anche quel serpente non sarà stato così bello, costruito nel deserto in tutta fretta e con pochi mezzi di fortuna… Così Gesù accomuna Se stesso a quel mezzo di salvezza: “E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in Lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna”. A motivo di questo amore Isaia può scrivere (53:4): “Tuttavia…” Tuttavia, Gesù ha portato le nostre malattie, si è caricato dei nostri dolori. Ha donato la Sua vita per pagare le nostre trasgressioni ed iniquità. Ci ha tolto di dosso la condanna e ci ha dato la Sua pace. Mediante le Sue lividure siamo stati guariti. Questa è la bellezza nascosta!

 

E NOI, PER LA NOSTRA BELLEZZA, A CHI VORREMMO SOMIGLIARE?

Non puntiamo troppo a costruirci un’immagine esteriore. Piuttosto imitiamo sempre più Cristo! Sviluppiamo la Sua bellezza nascosta… Come l’apostolo Paolo, che a motivo della sua infermità fisica non doveva essere troppo bello da vedere, ma fu disposto a morire per Gesù e il Vangelo.

L’immagine di Giovanni il battista non doveva essere particolarmente accattivante: abito di pelo di cammello, dieta a base di cavallette e miele selvatico, toni austeri. Fu ucciso per l’integrità del suo messaggio. Non temiamo per la nostra vita, che è comunque nelle mani di Dio, ma rallegriamoci perché Gesù ci ha rivelato la Sua bellezza nascosta! E perché verrà il giorno in cui “verso la radice d’Isai, issata come vessillo dei popoli, si volgeranno premurose le nazioni, e la sua residenza sarà gloriosa”! (Isaia 11:10). Sì, quando Gesù tornerà la Sua bellezza non sarà più nascosta… governerà in tutta la Sua magnificenza e gloria! Per grazia Sua saremo con Lui!

 

Elio Varricchione

da Risveglio Pentecostale settembre 2020