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Bisogno urgente di un risveglio

“Risvègliati, risvègliati, rivèstiti della tua forza, Sion! Mettiti le tue più splendide vesti, Gerusalemme, città santa! Poiché da ora in poi non entreranno più in te, né l’incirconciso né l’impuro. Scuotiti di dosso la polvere, alzati, mettiti seduta, Gerusalemme! Sciogliti le catene dal collo, figlia di Sion che sei in schiavitù!” (Isa. 52:1-2)

Abbiamo urgente bisogno di un risveglio per ricevere un nuovo vigore spirituale, un nuovo impulso per l’evangelizzazione, per sentire fame della Parola e sentire il peso delle anime perdute, per realizzare il perdono di Dio con un sentimento di sincera gratitudine. “Benedici, anima mia, il Signore; e tutto quello ch’è in me, benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici” (Salmo 103:1-2).

Abbiamo urgente bisogno di un risveglio per una cosciente e reale consacrazione a Dio in risposta all’amore che Egli ha per noi. “Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale. E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà” (Rom.12:1-2).

Abbiamo urgente bisogno di un risveglio per ritrovare la gioia nella preghiera,  nella comunione con Dio e nella comunione fraterna, per un impegno personale e costruttivo perché la Chiesa viva unita e protesa verso il traguardo dove lo Sposo l’attende per essere con lei per l’eternità.

Se vogliamo realizzare il risveglio, dobbiamo permettere allo Spirito Santo di spezzare le catene del peccato, dell’indifferenza, della superbia, dell’orgoglio, dell’egoismo, del giudizio e della mondanità.

Uno dei più grandi problemi nella chiesa di oggi è la perdita del senso del peccato, perciò la Parola di Dio ci dà la sveglia: “Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati” (2 Cron.7:14-15).

Il risveglio inizia sempre sulle ginocchia ai piedi della croce, si realizza davanti alla tomba vuota e si concretizza il giorno della Pentecoste.

L’esortazione dello Spirito Santo al popolo di Dio e a ciascuno di noi è: “Risvègliati, risvègliati, rivèstiti della tua forza, Sion! Mettiti le tue più splendide vesti, Gerusalemme, città santa! Poiché da ora in poi non entreranno più in te, né l’incirconciso né l’impuro. Scuotiti di dosso la polvere, alzati, mettiti seduta, Gerusalemme! Sciogliti le catene dal collo, figlia di Sion che sei in schiavitù!” (Isa.52:1-2). Sì, Chiesa del Signore scuotiti di dosso la polvere… alzati, mettiti seduta.. sciogliti le catene dal collo!

Dobbiamo scuoterci di dosso la polvere e le catene della superbia, dell’indifferenza, dell’apatia e dell’indolenza, dell’ipocrisia e della maldicenza, dell’egoismo, del protagonismo e dell’arrivismo, dell’avarizia.

È questa la polvere e sono queste le catene che ci impediscono di respirare, di vivere, di realizzare, di vedere e di essere protagonisti e testimoni di un vero risveglio!

Il giorno della Pentecoste di 2000 anni fa, la potenza dello Spirito Santo si manifestò in un gruppo di credenti che erano in attesa della promessa che Gesù aveva fatto loro.

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui” (Atti 1:12-14).

“Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi” (At.2:1-4)

Il vero risveglio, il risveglio della Pentecoste, non fu soltanto un’esperienza interiore che pervase il cuore e l’anima dei centoventi dell’alto solaio, ma fu manifestazione della potenza di Dio che li spinse a scendere dall’alto solaio e a consacrare la loro vita a Gesù e alla Sua sposa: la chiesa!

Il risveglio pentecostale all’inizio del XX secolo è iniziato con un gruppo di credenti desiderosi e anelanti la presenza e la potenza dello Spirito Santo nella loro vita, secondo quanto descritto in Atti capitolo 2!

È possibile rivivere quel tipo di risveglio nella chiesa di oggi?

La risposta è: Dio lo vuole! Ma…noi lo vogliamo?

Sì, cari nel Signore, noi lo vogliamo, noi lo aneliamo! Noi desideriamo un risveglio che viene dal cielo, come quello del giorno della Pentecoste proprio “come la cerva agogna i rivi dell’acque, così l’anima mia agogna te, o Dio” (Salmo 42:1).

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