Meditazioni e articoli

DISTRAZIONE SPIRITUALE

Non essere distratto in questi tempi difficili

Il fratello Gaetano Montante, presidente delle Assemblee di Dio in Italia, presentando il predicatore all’Incontro Nazionale Pastorale ADI su piattaforma Zoom dell’1 maggio 2020, il pastore Tommaso Grazioso in collegamento dagli Sati Uniti d’America, ha ricordato come il fratello sia stato missionario in Italia delle Assemblies of God. Arrivato fra noi giovanissimo e tornato poi negli USA dove è stato pastore di diverse comunità nel corso degli anni, ma anche predicatore in tanti nostri incontri nazionali e di zona, ritornando così spesso tra noi da poter affermare che il fratello Grazioso, per noi delle Assemblee di Dio in Italia, è un italiano fra noi.

Pace cari, come dicono i giornalisti qui dagli Stati Uniti d’America, Tommaso Grazioso. Non quel Tommaso Grazioso del secolo scorso che voi conoscevate, quello del passato remoto, ma un Tommaso Grazioso stagionato. Come il salmista diceva: “Io sono stato giovane e son anche divenuto vecchio” (Sal.37:25).

Voi giovani pastori siete la Nuova Versione Riveduta mentre io sono ancora la vecchia Versione Diodati.

A ottantuno anni sono ufficialmente, scritturalmente vecchio, ma spero vecchio come l’ottantenne Caleb che disse: “E ora ecco, il Signore mi ha conservato in vita, come aveva detto, durante i quarantacinque anni ormai trascorsi da quando il Signore disse quella parola a Mosè, mentre Israele camminava nel deserto; e ora ecco che ho ottantacinque anni; oggi sono ancora robusto com’ero il giorno in cui Mosè mi mandò; le mie forze sono le stesse d’allora, tanto per combattere” (Gios.14:10-11). Non so se sono robusto ma sono pronto a combattere la grammatica italiana, pregate per me. Perdonatemi per la mia povertà linguistica, ma ora devo aggiungere una certa povertà elettronica, perché non mi sono ancora aggiornato, addestrato per tutte queste innovazioni internet, social media, però dobbiamo forse vederle come l’apostolo Paolo una volta scrisse: “Una larga porta mi si è aperta a un lavoro efficace” (1Corinzi 16:9). Per noi non si tratta di una larga porta, ma può darsi una larga finestra.

Ai miei tempi tutto l’apporto tecnologico innovativo consisteva in un palco smontabile, un altoparlante portatile a batteria, una vecchia Diodati e via, si poteva avere un Culto all’aperto! Oggi abbiamo teleculti, Wi-fi, Instagram, Skype, noi adesso zoomiamo, gli evangelisti oggi zoomano.

Tristemente questo messaggio vi giunge dalla valle dell’ombra del Covid-19, una valle tortuosa, una valle che anche voi cari in Italia avete percorso in questi ultimi giorni di tristezza e di terrore. Voi ci avete preceduto in questa piaga internazionale, purtroppo qui in America vi abbiamo sorpassato nel numero dei deceduti. Stamattina ho sentito che quel numero raggiunge i 64.000, ed è sempre crescente (oggi, al 29 maggio, sono stati superati i 100.000). Altro che pandemia, io piuttosto direi pandemonico, perché vedo la zampa di colui che viene per rubare, per ammazzare, per distruggere.

Sarà di poca consolazione, ma voi non soffrite da soli, siamo anche noi qui in America incarcerati nelle nostre case, essendo i proibiti i Culti in Chiesa, ma con la speranza di una cura in vista. Mai nella storia dell’opera di Dio erano più pertinenti le parole dell’apostolo Pietro quando disse: “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo” (1Pietro 5:5-9).

Per noi pentecostali questa pandemia non è una tragedia, perché per il vero credente non esistono tragedie!

La nostra vita non è in balìa della fortuna o della sfortuna, della cattiva sorte o di avvenimenti accidentali, ma è nelle mani di un Dio sovrano che controlla ogni elemento, ogni circostanza che si presenti lungo il percorso della nostra vita, in modo positivo o negativo, non ha importanza. Noi riaffermiamo “che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Romani 8:28). Per noi in mille prove, in tutte queste non una esclusa, in virtù di Colui che ci ha amati, siamo vincitori, sempre!

Affermiamo anche che “in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, – né Covid o piaga pandemica – né alcun’altra creatura potranno – distanziarci -separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:37-39).

Il testo della meditazione è in Atti 1:6-8: “Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra»”. La Bibbia ci avverte chiaramente: “Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili” (2Timoteo 3:1). In inglese si dice: “tempi pericolosi” e purtroppo questa pandemia è una spada a due tagli.

È un pericolo naturale, ma è anche un pericolo spirituale. Ovviamente, la pandemia Covid-19 si qualifica come un tipo di pericolo naturale. Meno ovvio è il pericolo spirituale della distrazione.

È perfettamente comprensibile come un avvenimento di questo tipo, a portata mondiale, potrebbe essere una tentazione ad incuriosirci, o peggio, a fantasticare.. Questa pandemia è un segno degli ultimi tempi, l’Harmagheddon, l’Apocalisse, l’anticristo? È un segno divino, magari, del giudizio universale? È possibile che Dio stesso stia bussando alla porta dell’umanità? È questa calamità l’inizio dell’adempimento di tutte quelle paurose profezie apocalittiche della Bibbia?

Ogni giorno su internet e sui vari social media, Facebook in particolare, siamo inondati da una valanga di disinformazione: profeti autoproclamati dichiarano con assoluta ed assurda certezza che questa pandemia è indubbiamente il segno del finimondo, creando insieme al Coronavirus un super virus di terrore e panico fra le genti di questo mondo.

Qualche mese fa alla televisione vi erano tre sedicenti profeti intervistati nel febbraio 2020. Hanno profetizzato che il presidente Trump verrà rieletto e tante altre cose da non menzionare, però neppure uno di loro ha menzionato una pandemia che avrebbe girato tutto il mondo.

Anche per noi evangelici, fervidi studiosi della Parola del Signore, questa crisi globale, questa spaventosa pandemia ha fatto squillare nell’anima segnali di allarme, come sirene della Polizia, di ambulanze, di automezzi dei Vigili del Fuoco tutti insieme, in un assordante fracasso profetico. È naturale, comprensibile, perfettamente giustificabile che pure noi credenti evangelici cominciamo a innervosirci e domandarci se questa pandemia sia l’inizio forse della fine. Ci ho pensato anche io. Stavo leggendo in Giovanni 16:32 «L’ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno per conto suo [in casa sua]..», poi in Isaia 26:20 «Va’, o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l’indignazione. Poiché, ecco, il Signore esce dal suo luogo per punire l’iniquità degli abitanti della terra..» Spaventoso!

Naturalmente ci domandiamo: “Può essere questo il principio di molti dolori?”. Una volta si cantava: “La fine di ogni cosa vien… correte o genti”. Anche gli apostoli e i credenti della Chiesa primitiva fecero simili domande al Signore: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?» (Matteo 24:3).

Ed ecco proprio qui il punto al quale mi sono riferito prima: il più grande pericolo è la distrazione. Incuriosirsi è naturale, comprensibile, anche giustificabile, ma fantasticarci sopra, congetturare assolutamente no, fratelli! In mezzo a questa piaga globale non dobbiamo mai perdere di vista la nostra chiamata fondamentale, il nostro obiettivo principale, il nostro supremo obbligo. Eccolo rivelato nel nostro testo del libro degli Atti.

Prima di tutto dal punto di vista negativo, ciò che non spetta a noi. E la Bibbia lo dice, chiaramente: «Non spetta a voi di sapere i tempi» o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra»”. «Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo” (Matteo 24:36). Noi siamo sotto ordini precisi del nostro Divin Comandante, di non sprecare tempo congetturando, ipotizzando segni e tempi come se fossimo dei maghi carismatici, o “carismaniaci”. Luttuosamente la fine del mondo è già arrivata per oltre 200.000 anime in questa pandemia. Ogni giorno il finimondo arriva per 150.000 persone, ogni volta che c’è un battito del tuo cuore, due cuori si fermano.

Secondo, che cosa spetta a noi in questa crisi?. “Ricevete la potenza dello Spirito Santo, siatene ripieni!” «Signore, quando avverranno queste cose?». “Non vi importi, non sono fatti vostri! Quello che voi dovete fare è ricevere il battesimo nello Spirito Santo!”

In mezzo a questo fenomeno disastroso, più che mai abbiamo urgente bisogno di un nuovo battesimo nello Spirito Santo, una fresca unzione di potenza, un nuovo alto solaio, un nuovo risveglio pentecostale!

Il nostro movimento pentecostale nacque nel fuoco di un risveglio universale, ADI incluse! Noi siamo un popolo nato nel risveglio, non lo dobbiamo mai dimenticare!

Il Signore sia lodato per questa nuova meravigliosa tecnica moderna, la magnifica musica dei nostri cori, i nuovi edifici di culto, pastori istruiti, teleculti, Skype, Zoom, Instagram. Ma nessuna tecnica può sostituire la gloriosa unzione dello Spirito Santo e il fuoco del risveglio. Ciò che spetta a noi: «Mi sarete testimoni» del Vangelo, perché il messaggio centrale che proponiamo al mondo traumatizzato da questo virus mortifero, non è un messaggio di condanna, né un messaggio di calamità, o un messaggio di disastri, fuoco, zolfo o giudizio universale.

Il nostro messaggio è sempre stato l’Evangelo, la buona notizia. «Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui» (Giovanni 3:17).

«Con la sua venuta ha annunziato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini» (Efesini 2:17). Ecco il nostro messaggio!

In un articolo che ho letto sul movimento pentecostale italiano, l’autore scrive: “Una consuetudine dei pentecostali in Italia, è quella di salutarsi scambievolmente dicendosi «Pace!»”.

Il nostro messaggio non è un messaggio di castigo o di condanna: giustizia sì, giustiziare mai!

Non è un messaggio di pentimento, ma di pentimento e perdono. La nostra testimonianza è: “Giubilate, Gesù salva, Gesù battezza, Gesù sana, Gesù ritorna!” Questo è il Vangelo, la buona notizia, perciò ci chiamano evangelisti e non accusatori! L’emblema delle Assemblee di Dio in Italia è stato sempre e sempre sarà: “Tutto l’Evangelo!”

Alla fine di questo messaggio, potrà sembrarvi una contraddizione, ma io vi profetizzerò la data del ritorno di Gesù, dal calendario del cielo, dalle parole di Gesù stesso in Matteo 24:14: «E questo Vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine».

Non siamo distratti in questi tempi difficili, ma siamo focalizzati, attenti, allertati, avveduti, non preoccupati ma occupati nell’opera del Signore.

Concludo con una interessante novità: sembra che gli scienziati e i medici abbiano rivelato che i raggi del sole uccidano il Coronavirus.

Quando ho sentito questo, sapete che cosa mi è salito alla mente, che cosa ho subito pensato? “Sole divino, Sole divino, splendi quest’oggi nei nostri cuor. Nelle Tue ali v’è guarigione, v’è la salute del peccator, v’è la salute del peccator” (inno 283 da Inni di Lode – Michele Palma). Qualcuno dica: “Alleluia!”

Tommaso Grazioso – trascrizione della predicazione della Parola di Dio a cura del fratello Tommaso Grazioso all’Incontro Nazionale Pastorale ADI su piattaforma Zoom del 1 maggio 2020 scorso.

 

Risveglio Pentecostale giugno 2020