Meditazioni e articoli

EMPATIA DI GESU’

L’EMPATIA DI GESU’ VERSO GLI ALTRI CARATTERIZZA IL PROFONDO LEGAME D’AMORE VERSO CHIUNQUE, DURANTE IL SUO CAMMINO FRA DI NOI.

‘L’empatia e’ la capacita’ di ‘mettersi nei panni dell’altro’ percependo, in questo modo, emozioni e pensieri.’ un termine che deriva dal greco, en-pathos ‘sentire dentro’, e consiste nel riconoscere le emozioni degli altri come se fossero proprie, calandosi nella realta’ altrui per comprenderne punti di vista, pensieri, sentimenti, emozioni e ‘pathos”. (Dizionario Treccani).
L’empatia e’ la capacita’ di sintonizzarsi con i sentimenti dell’altro: ‘mettersi nei panni dell’altro’. Quante volte qualcuno, con un palese risentimento, ci ha detto: ‘Tu non mi capisci! Mettiti nei miei panni!’
L’empatia nasce non dal ‘vedere’ l’altro o dal ‘guardare’ l’altro, ma dall’osservare l’altro, dall’ascoltare l’altro, dal ‘sentire’ l’altro, spinti da un sentimento d’amore che ci ‘costringe’ ad ascoltarlo. Questo ci permette, dall’espressione dei suoi sentimenti, di entrare nel suo stato d’animo e comprendere il modo con cui potremmo essergli di aiuto e di sostegno nella situazione che sta vivendo.
L’empatia non e’ comprendere per giustificare, ma comprendere e sentire il bisogno di aiutare a trovare una risposta e una soluzione, secondo verita’, alla luce del consiglio della Parola di Dio. ‘Infatti l’amore di Cristo ci costringe, perche’ siamo giunti a questa conclusione: che uno solo mori’ per tutti, quindi tutti morirono; e ch’egli mori’ per tutti, affinche’ quelli che vivono non vivano piu’ per se stessi, ma per colui che e’ morto e risuscitato per loro’ (2 Corinzi 5:14-15).
Non tutti possediamo questa qualita’, ma possiamo acquisirla nel tempo per l’azione dello Spirito Santo in noi, se Lo lasciamo operare nei nostri cuori per renderci capaci di immedesimarci nei sentimenti e nelle situazioni degli altri, durante il nostro cammino di crescita e di servizio per il Signore.
L’empatia e’ la manifestazione del ‘primo amore’. Il rimprovero alla chiesa di Efeso e’ proprio la mancanza di questo tipo di amore: ‘All’angelo della chiesa di Efeso scrivi: Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro: “Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza; so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi. So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amor del mio nome e non ti sei stancato. Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore’ (Apocalisse 2:1-4).
I canti e le varie manifestazioni dai balconi, dai palazzi non sono solo una manifestazione di empatia verso coloro che sono nella sofferenza, ma soprattutto un modo di auto incoraggiamento personale per esorcizzare le nostre paure.
Una chiara ed evidente manifestazione di empatia la possiamo vedere in tutti gli operatori sanitari racchiusi nelle stanze di ospedale, pronti ad ammalarsi e a morire per gli altri.
Empatia non solo per coloro che ci stanno vicino, ma per tutti coloro che stanno nella sofferenza, solo cosi’ possiamo innalzare una vera preghiera a Dio, che nasce dal profondo del nostro cuore.

Gesu’ e’ il nostro esempio di empatia. Ecco alcuni esempi.

La vedova di Nain: ‘Poco dopo egli si avvio’ verso una citta’ chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran folla andavano con lui. Quando fu vicino alla porta della citta’, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della citta’ era con lei. Il Signore, vedutala, ebbe pieta’ di lei e le disse: ‘Non piangere!’ E, avvicinatosi, tocco’ la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: ‘Ragazzo, dico a te, a’lzati!’ Il morto si alzo’ e si mise seduto, e comincio’ a parlare. E Gesu’ lo restitui’ a sua madre’ (Luca 7:11-15).

A Jairo Gesu’ disse: ‘Non temere, solo continua ad avere fede!’. ‘Ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getto’ ai piedi e lo prego’ con insistenza, dicendo: ‘La mia bambina sta morendo. Vieni a posare le mani su di lei, affinche’ sia salva e viva’. Gesu’ ando’ con lui, e molta gente lo seguiva e lo stringeva da ogni parteÖ Mentre egli parlava ancora, vennero dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: ‘Tua figlia e’ morta; perche’ incomodare ancora il Maestro?’ Ma Gesu’, udito quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: ‘Non temere; soltanto continua ad aver fede!’Ö Entrato, disse loro: ‘Perche’ fate tanto strepito e piangete? La bambina non e’ morta, ma dorme’. Ed essi ridevano di lui. Ma egli li mise tutti fuori, prese con se’ il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui, ed entro’ la’ dove era la bambina. E, presala per mano, le disse: ‘Talita’ cum!’ che tradotto vuol dire: ‘Ragazza, ti dico: a’lzati!’ Subito la ragazza si alzo’ e camminava, perche’ aveva dodici anni. (Luca 8:22-24, 35-36, 39-42).

La donna dal flusso di sangue: Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto cio’ che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, avendo udito parlare di Gesu’, venne dietro tra la folla e gli tocco’ la veste, perche’ diceva: ‘Se riesco a toccare almeno le sue vesti, saro’ salva’ In quell’istante la sua emorragia ristagno’; ed ella senti’ nel suo corpo di essere guarita da quella malattia. Subito Gesu’, conscio della potenza che era emanata da lui, voltatosi indietro verso quella folla, disse: ‘Chi mi ha toccato le vesti?’ I suoi discepoli gli dissero: ‘Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: “Chi mi ha toccato?”‘ Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo. Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si getto’ ai piedi e gli disse tutta la verita’. Ma Gesu’ le disse: ‘Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male’ (Marco 5:25-34).

La morte di Lazzaro: ‘Appena Maria fu giunta dov’era Gesu’ e l’ebbe visto, gli si getto’ ai piedi dicendogli: ‘Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto’. Quando Gesu’ la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbo’ e disse: ‘Dove l’avete deposto?’ Essi gli dissero: ‘Signore, vieni a vedere!’ Gesu’ pianse. Percio’ i Giudei dicevano: ‘Guarda come l’amava!’ Gesu’ pianse’. (Giovanni 11:32-35)

La vista di Gerusalemme. Quando Gesu’ avvista Gerusalemme inizia a piangere. ‘Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta’ (Matteo 23:37-38).

Natanaele: ‘Gesu’ vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: ‘Ecco un vero Israelita in cui non c’e’ frode’. Natanaele gli chiese: ‘Da che cosa mi conosci?’ Gesu’ gli rispose: ‘Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto’ (Giovanni 1:47-48).

Eliu’: si trovo’ di fronte ad una scena in cui tre uomini stavano umiliando Giobbe, mettendolo sotto accusa. In un tempo di estrema frustrazione, anziche’ incoraggiarlo e risollevarlo lo stavano distruggendo emotivamente e spiritualmente. Prima di intervenire nel discorso fra Giobbe e i suoi tre amici, Eliu’ ascolto’ silenziosamente e attentamente, in modo da poter comprendere lo scopo e il fine dei loro discorsi. Quando intervenne lo fece con saggezza, risollevando il morale e lo spirito di Giobbe.

In quest’ultimo periodo ho sentito nel cuore di innalzare a Dio questa preghiera: ‘Signore, aiutami a guardare gli altri come Tu li guardi e a vederli come Tu li vedi. Signore, aiutami a empatizzare con i miei fratelli quando essi sono nella gioia, ma soprattutto quando sono nel dolore della prova, affinche’ possa gioire con loro o piangere con loro’.
Gesu’ e solo Lui e’ e dovra’ essere, sempre, il nostro esempio di empatia.

Enzo Specchi

da Risveglio Pentecostale di maggio 2020, scaricabile qui:

RP-maggio-2020