Meditazioni e articoli

FINGERE?

“Si misero a osservare Gesù e gli mandarono delle spie che fingessero di essere giusti per coglierlo in fallo su una sua parola e consegnarlo, così, all’autorità e al potere del governatore” (Luca 20:20).

La religione del mondo sembra basarsi proprio su questa: fingere di credere.

Chi farà così non sarà mai realmente coinvolto, ma potrà cercare di apparire “santo”, impegnato spiritualmente e magari anche di essere considerato un modello da imitare.

Per assurdo ci potrebbero perfino essere degli atei che sanno fingere talmente bene di essere dei credenti da trarre in inganno ed essere ammirati dal pastore, oppure da chi li frequenta abitualmente… sempre che sappiano fingere bene!

“Fare finta” è paradossalmente e strategicamente conveniente perché non si deve rinunciare a taluni propri interessi personali, che magari non collimano perfettamente con la volontà del Signore espressa nella Sua Parola. Si può “far finta” di lodare, “far finta” di cantare, “far finta” di pregare, “far finta” di emozionarsi, “far finta” di esaltare la giustizia di Dio…

Forse si potrebbe giungere anche a difendere Cristo davanti ai Suoi avversari, “facendo finta” di essere dalla Sua parte oppure dichiarando con le labbra di essere sottomessi alla Sua Parola.

Tutto questo potrebbe portare chiunque ad assomigliare a un cristiano, pur essendo un “cristiano finto” con una “speranza finta”. Che tristezza!

Chi resterà in questa condizione, quali parole udrà quando si presenterà davanti a Colui che è descritto in questo modo dall’apostolo Giovanni? “Io mi voltai per vedere chi mi stava parlando. Come mi fui voltato, vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un figlio d’uomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto di una cintura d’oro all’altezza del petto. Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come lana candida, come neve; i suoi occhi erano come fiamma di fuoco; i suoi piedi erano simili a bronzo incandescente, arroventato in una fornace, e la sua voce era come il fragore di grandi acque. Nella sua mano destra teneva sette stelle; dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, affilata, e il suo volto era come il sole quando risplende in tutta la sua forza” (Apocalisse 1:12-16).

Forse allora questo “figlio d’uomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto di una cintura d’oro all’altezza del petto” chiederà direttamente: “Perché hai fatto finta di vivere per me? Per salvarti io non ho fatto finta di morire sulla croce per te!”.

Pertanto, fino a che c’è tempo per ravvedersi e mutare le nostre motivazioni, riflettiamo sulla nostra vocazione e sul nostro amore per Colui che ci ha tanto amati, e lo ha fatto “VERAMENTE”.

 

Alessio Festa

da Risveglio Pentecostale marzo 2020 – l’intero numero è disponibile

https://www.assembleedidio.org/risvegliopentecostale/wp-content/uploads/sites/2/2020/04/RP-mar2020-pag16-24.pdf