Meditazioni e articoli

GIOVANI ALL’AVANGUARDIA

Una parola di benvenuto dal fratello Gaetano Montante per il 45° Incontro Nazionale Giovanile ADI-IBI  (15-18 Aprile 2022 a Chianciano Terme (SI)

 

Quei giovani che avevano esplorato il paese entrarono nella casa, e ne fecero uscire Raab, suo padre, sua madre, i suoi fratelli e tutto quello che le apparteneva; ne fecero uscire anche tutte le famiglie dei suoi (Giosuè 6:23)

 

La parola “avanguardia” nasce come concetto bellico per indicare i reparti militari che precedono le truppe in movimento in vista della battaglia. Nel tempo, però, essere all’avanguardia ha acquistato il significato figurato di “essere in testa”, di procedere con più decisione degli altri, di andare laddove nessuno ancora si è spinto.

Nella cultura, come nella politica e nell’arte, il più delle volte le avanguardie sono rappresentate dalle nuove generazioni, spesso alimentate da sentimenti di contestazione, ribellismo e desiderio di novità. Purtroppo, a questa inesorabile legge non si sottrae nemmeno la vita spirituale, spesso con risultati disastrosi.

D’altro canto, però, dobbiamo riconoscere che nella Bibbia troviamo il modo positivo di essere all’avanguardia di Noè, che costruì un’arca per ubbidire al Signore, oltre a quello di Babele dove l’innovazione e l’elaborazione furono la manifestazione di ribellione a Dio e alla Sua volontà.

Del resto, Abramo non fu all’avanguardia quando partì per un paese che non conosceva? Non lo furono anche Pietro, quando si recò a predicare il Vangelo a Cesarea, e i discepoli che testimoniarono di Cristo ai pagani d’Antiochia?

Quindi, essere all’avanguardia può essere manifestazione di “carnalità”, ma anche di profonda spiritualità sono il nostro rapporto con Cristo, i nostri sentimenti e le nostre motivazioni che fanno la differenza.

È in questa ottica che vogliamo considerare la vicenda delle due “spie” inviate da Giosuè per esaminare il paese e Gerico: due giovani, avanguardia di una generazione che avrebbe realizzato e fatte proprie le promesse di Dio.

 

GIOVANI… ESPLORATORI

Giosuè mandò due spie, e disse loro: «Andate, esaminate il paese e Gerico» (Giosuè 2:1).

Non sappiamo perché Giosuè scelse due giovani per questa missione e dunque possiamo solo ipotizzare che lo fece perché erano più agili e forti o forse perché erano più disponibili, entusiasti e pronti ad agire. Ad ogni modo, questo è quello che ci si aspetterebbe dai giovani: la volontà, la disponibilità e la prontezza per andare verso nuovi traguardi, affrontare nuove sfide, fondati sulle eterne promesse della Parola di Dio. I due non erano “esploratori fai da te”, ma inviati dall’uomo di Dio, con una visione chiara e alimentata non da arrivismo, manie di grandezza o avventurismo, ma dalla promessa di Dio, sempre valida, sempre affidabile: Egli vi condurrà in un paese dove scorre il latte e il miele.

È questo quello che ci auguriamo per i giovani della presente generazione: che siano pronti a uscire dalla loro “comfort zone” per andare a “esplorare” nuovi territori da conquistare, perché il Vangelo di Cristo sia proclamato, tante anime salvate e la chiesa edificata.

 

GIOVANI… TESTIMONI

Quegli uomini risposero: «Siamo pronti a dare la nostra vita per voi, se non divulgate questo nostro affare; e quando il Signore ci avrà dato il paese, noi ti tratteremo con bontà e lealtà…  quando entreremo nel paese, attaccherai alla finestra per la quale ci fai scendere, questa cordicella di filo rosso; radunerai presso di te, in casa, tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre…». E lei disse: «Sia come dite!». Poi li congedò, e quelli se ne andarono. E lei attaccò la cordicella rossa alla finestra (cfr. Giosuè 2:14-21).

Una volta entrati in Gerico i due esploratori si trovarono in quella che sembrava una situazione senza via d’uscita e, braccati dagli abitanti di Gerico, rischiavano di fare una brutta fine. Eppure, quella che sembrava una trappola, diventò una straordinaria e memorabile “evangelizzazione in casa”, dove i due giovani divennero testimoni della “grazia salvifica per tutti gli uomini”, già prevista nella chiamata di Abraamo.

Nel “promettere” salvezza a Raab e nell’indicare la cordicella rossa come segno di ubbidienza e di identificazione, i due giovani divennero strumenti di salvezza per delle famiglie cananee sulle quali incombeva il giudizio di Dio.

Forse proprio per la loro giovinezza e semplicità, furono in grado di superare i pregiudizi e di ascoltare la voce dello Spirito Santo che li guidava a contribuire alla salvezza di una donna che non solo divenne antenata del Messia, ma anche un esempio straordinario della salvezza per grazia mediante la sola fede.

Preghiamo che Dio conceda alle nuove generazioni di credenti di essere liberi da preconcetti e soprattutto di avere l’apertura mentale e la prontezza di ubbidire al Signore, restando saldi nella Sua Parola, per contribuire alla salvezza di tanti!

 

GIOVANI… CONQUISTATORI

Dal testo è chiaro non solo che Giosuè approvò la condotta dei giovani missionari, ma è evidente che, con la loro azione, si erano riservati un posto “in prima fila” nella conquista di Gerico. Avrebbero visto coi loro occhi le mura crollare a destra e a sinistra della casa segnata dalla cordicella rossa e sarebbero stati fra i primi a mettere piede nella città fino ad allora considerata inespugnabile.

Quegli anonimi avanguardisti non sono famosi per aver aperto il mare o abbattuto giganti, ma per aver contribuito alla salvezza di una prostituta pagana e della sua famiglia.

Non potevano sapere, e non seppero mai, di aver svolto un ruolo così straordinario nella storia della grazia e a loro non interessava nemmeno: furono soltanto servitori ubbidienti e utili per la gloria di Dio.

Dio voglia che le nuove generazioni di credenti, di servitori, monitori, consiglieri e pastori possano avere come massima aspirazione quella di contribuire alla salvezza delle anime!

Osservando la realtà contemporanea dobbiamo dolorosamente riconoscere che, perfino nell’opera di Dio, talvolta il desiderio di “essere all’avanguardia” è la manifestazione di velleità individualiste, egocentriche e contestatrici, senza alcuna visione spirituale, positiva e costruttiva.

Dio preservi le nostre chiese e le nuove generazioni, che in esse stanno crescendo, dal ricercare nella Sua opera le cose che si cercano nel mondo con i metodi che si usano nel mondo: competizione, arrivismo, affermazione di sé.

Eppure, crediamo che in questa generazione, radunata in questa speciale occasione, il Signore Gesù troverà tanti giovani all’avanguardia.

La nostra preghiera si eleva affinché, in questi giorni, tanti di voi si possano disporre per annunciare il Vangelo senza pregiudizi, in prima fila per vedere la gloria di Dio nella salvezza di tante anime che a loro volta, come Raab, possano diventare strumenti di grazia fino alle estremità della terra!

 

Gaetano Montante

Risveglio Pentecostale – aprile 2022