Meditazioni e articoli

I due spiccioli

Questo brano contiene due scene: nella prima Gesù insegna e avverte, nella seconda osserva e insegna. Nella prima scena Gesù mette in guardia dalle persone false, che cercano di camuffarsi nei “ruoli religiosi”. Nella seconda scena, invece, vede e commenta l’offerta di una donna vedova e povera che, offrendo due spiccioli, compie un gesto straordinario: dona tutto ciò che ha per vivere.

Gesù non usa parole diplomatiche con i protagonisti della prima scena. Se Lo potessimo ascoltare oggi, con ogni probabilità Lo sentiremmo dire: “Diffidate da quelle persone, soprattutto religiose, che appaiono con vesti sontuose, che cercano il volto di chi incontrano per essere salutati e riveriti, senza accorgersi del suo bisogno e delle sofferenze in cui versa. Volti che non sono guardati, ma chiamati a guardare. Siedono sempre in posti eminenti, sempre invitati ai banchetti dei potenti. Chi fa così cerca solo prestigio e potere”.

Sono vissuto in questo contesto religioso per 23 anni, di cui 13 in seminario, ed ora da 45 anni sto vivendo in un altro contesto religioso, il quale sta rischiando di assumere sempre più le sembianze del precedente, inficiando il mandato di Gesù: “Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato. E, vedutolo, l’adorarono; alcuni però dubitarono. E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente»” (Matteo 28:16-20).

Occorre smascherare questo sistema ipocrita, che nel momento in cui viene toccato reagisce e cerca di difendersi e auto conservarsi. Niente di nuovo sotto il sole. Per chi vive così, la fede è una esibizione. Gesù, invece, ci invita ad imitare la vedova che offre due spiccioli, simbolo di tutta la sua vita. È tutto ciò che ha.

C’è un particolare che mi colpisce, il numero delle monetine. Avendone due solamente, la povera vedova avrebbe potuto conservarne una per sé, mentre invece decide di dare tutto. Il buon senso suggerirebbe, infatti, che se uno ha due panini, due paia di scarpe, due vesti… ne tenga uno per sé, mentre l’altro lo doni. Lei no, dona tutto quello che ha. La donna compie questo gesto senza esitazione, ostentazione, né pretesa di riconoscimento. Nessuno la nota, se non Gesù che sa andare al di là delle apparenze per leggere nel cuore.

La Parola di Dio ci chiede quanto, dietro al nostro dare, ci sia un autentico donarsi agli altri quale frutto dell’essersi donati prima e totalmente a Lui. “Ora fratelli, vogliamo farvi conoscere la grazia che Dio ha concessa alle chiese di Macedonia, perché nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e la loro strema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità. Infatti, io ne rendo testimonianza, hanno dato volentieri, secondo i loro mezzi, anzi, oltre i loro mezzi, chiedendoci con molta insistenza il favore di partecipare alla sovvenzione desinata ai santi. E non soltanto hanno contribuito come noi speravamo, ma prima hanno dato se stessi al Signore e poi a noi, per la volontà di Dio” (2 Corinzi 8:1-5).

È molto più facile mettere l’offerta nel cestino della domenica che fare qualche telefonata durante la settimana o qualche visita per chiedere come va o fermarsi a parlare.

È più facile incontrarsi in un ufficio “per prepararsi” che andare in campagna a farsi i calli alle mani e infangarsi le scarpe.

È più comodo stare alla finestra a guardare o ad ascoltare che scendere in strada. Qualcuno dalla finestra è caduto…

La vedova mette i suoi unici due spiccioli nel tesoro del Tempio, un sistema che si sapeva corrotto. Non poteva evitarlo?

Mi piace affiancare quell’offerta, simbolicamente, all’offerta di tutta la vita di Gesù: un segno che non cambierà il sistema, ma che darà la possibilità di vivere in un modo nuovo, come luce e sale in un “sistema”, quale quello del mondo, di tenebre e insipido.

Gesù critica il sistema, soprattutto religioso, del Suo tempo, ma lascia un segno: vive nel sistema in modo diverso, mostrando che è possibile.

Gigi Borelli

 

Da Risveglio Pentecosale maggio 2019