Meditazioni e articoli

Il “nuovo” Dio

Per comprendere bene il cap.54 di Isaia, dobbiamo inserirlo nel suo contesto storico e spirituale. Notiamo la sequenza e la continuità tra i capp. 53, 54, 55. Il cap.53 profeticamente ci parla del sacrificio del figlio di Dio, Gesù Cristo. Il cap.54 spiega gli effetti di questo sacrificio per il popolo eletto Israele e il cap.55 ci parla della salvezza a disposizione di tutti popoli: “Voi tutti che siete assetati venite alle acque… cercate l’Eterno mentre lo si può trovare, invocatelo mentre è vicino”.

 

L’annuncio di questa profezia si inserisce nel contesto della cattività e deportazione di Israele in terra straniera, in Babilonia; il re Nabucodonosor ha annientato il piccolo regno di Israele, distrutto il Tempio di Salomone e devastato le terre. Ma, dopo cinquant’anni di sofferenze, di solitudine e di assenza di Dio, il profeta Isaia annuncia la liberazione e il ritorno nella terra che Dio aveva promesso ad Abramo. La predicazione diventa una predicazione di grazia e non di giudizio o di condanna; di promessa; di perdono e riconciliazione con Dio. Il profeta invita a gioire, a rallegrarsi dell’opera di Dio e annuncia un cambiamento: «Per un breve istante ti ho abbandonato, ma con immensa compassione ti raccoglierò… con amore eterno avrò cura di te».

 

È un “nuovo” che entra a far parte della storia, che entra a far parte dei rapporti tra Dio e gli uomini; è un nuovo che implica un cambiamento, un’apertura della mente e del cuore; è un “nuovo” che determina nuovi orizzonti. La novità di Dio è questa: il Suo amore per noi non si fonda sul passato ma sul futuro, sulla scoperta di Dio stesso e dell’opera che compirà ancora. È un nuovo che comincia e come ogni giorno nuovo ci invita ad avere fede e guardare avanti, verso il futuro che Dio ha preparato per noi; perché questa è fede: “Certezza di cose che si sperano e dimostrazione di realtà che non si vedono”. Ci è richiesto di compiere un atto di fiducia e di speranza: «Allarga il luogo della tua tenda, si spieghino i teli della tua abitazione, senza risparmio, allunga i tuoi cordami, rafforza i tuoi picchetti». Ecco l’immagine poetica nella quale il profeta prorompe, che non è sdolcinata poesia che fa leva sui sentimenti, perché qui è richiesta una risposta, un’azione specifica, sono richiesti impegno ed energia, tutte le forze per far fronte a un progetto nuovo: ingrandire lo spazio protetto, per ospitare una famiglia più numerosa.

 

Allargare, spiegare, allungare, rafforzare: quattro verbi fondamentali per lo sviluppo dell’opera di Dio. Sulla base della fede, siamo chiamati a rispondere senza esitazione, ampliando lo spazio nella nostra tenda, dedicando il tempo necessario che richiede una realtà nuova destinata all’evangelizzazione, alla comunione, all’accoglienza, alla condivisione, alla collaborazione, all’amore di Dio. “Allarga il luogo della tua tenda” non è un suggerimento, è un ordine. Dio vuole rendere più grande il luogo in cui ci troviamo. Dio ha piani di crescita e il popolo ha bisogno di cambiare prospettiva e vedere con i suoi occhi. Che cosa avrebbe potuto vedere Israele, con i propri abitanti deportati e le città ridotte ad un cumulo di macerie? Eppure Dio gli propone qualcosa di nuovo: “Allarga il luogo della tua tenda. Il linguaggio che Dio usa è figurato ma chiarissimo per un ebreo abituato a vivere nelle tende. Allargare, significa espandere, dilatare. Israele viene invitato a vedere per fede la crescita della nazione, lo sviluppo numerico del popolo di Dio. Così, la chiesa del Signore è invitata ad adottare un’attitudine di fiducia e di dipendenza dal Signore e a credere nell’espansione della Sua opera. Dio ci chiede di credere alle Sue promesse, ci chiede di compiere un atto di fede, di rispondere attivamente e partecipare al nuovo, ci chiede di mettere in gioco le nostre zone sicure, le nostre certezze e protenderci verso le cose che stanno davanti. Ma prima di pensare al luogo fisico, materiale è opportuno riflettere sul cuore. È il cuore che per primo deve essere ampliato, allargato, dilatato. Il cuore si deve espandere. Infatti la realizzazione dei disegni di Dio, le vittorie, il progresso si realizzano quando il cristiano possiede e vive la grazia di Dio nel suo cuore. Paolo in 2 Corinzi 6:2 scrive: “il nostro cuore si è allargato, ma il vostro cuore si è ristretto… io vi parlo come a figli: allargate il vostro cuore”.

 

La dilatazione che cos’è? È l’aumento del volume di un corpo (solido o liquido) sotto l’effetto del calore. Da un punto di vista spirituale possiamo affermare che il cuore del credente ha bisogno di espandersi per consentire ai pensieri e ai sentimenti di Gesù di prendere posto e sviluppare. Per realizzare ciò, il credente deve esporsi al calore della presenza di Dio che gli viene trasmessa attraverso la ricerca, la preghiera, la meditazione della Sua Parola e la comunione fraterna. Il discepolo di Gesù deve avere un cuore sufficientemente esteso, allargato, tale da permettere al Signore di depositare la Sua visione, i Suoi piani, i Suoi desideri ed i Suoi obiettivi. Quando un credente si lascia dilatare dal calore dello Spirito Santo, la visione della crescita prende forma e si ingrandisce. Il credente, animato dai sentimenti di Gesù, diviene attivo ed efficiente a partire dalla famiglia, alla comunità, alla società; pratica l’amore, l’accoglienza, l’ascolto, il supporto, la compassione. Tutti questi elementi contribuiscono a migliorare la qualità della vita della chiesa.

 

«Allarga il luogo della tua tenda, si spieghino i teli della tua abitazione…». Il significato è quello di distendere i teli senza lesinare, I teli costituivano il tetto dell’abitazione, erano una protezione indispensabile per preservare dalle intemperie. In questo senso la chiesa del Signore deve avere una visione chiara e una compassione vera per le persone spezzate, sfinite e ferite dalla vita. La chiesa è luogo di rifugio, calore, sicurezza, ristoro, salvezza, guarigione. Per questa ragione siamo chiamati a toglierci di dosso il vestito della religiosità ed aprire il cuore, estendere la compassione affinché la misericordia di Dio recuperi gli infelici, i bisognosi, gli ultimi. Lo spiegamento della copertura dell’amore deve riguardare anche coloro di un ambiente sociale diverso, di un’altra cultura o etnia diversa. In una società multiculturale come la nostra la sfida è trovare una risposta interculturale; abbracciare il diverso da noi e accogliere come Gesù ci ha accolti. È essenziale non essere avari, distribuire compassione “senza risparmiare”. Dio dà la Sua approvazione perché questa è una Sua attitudine. Dio apprezza il luogo allargato, preparato per chiamare altre persone a salvezza. Questo è il presente e il futuro della chiesa: accompagnare altre persone alla salvezza senza risparmio di energie.

 

Se la tenda si allarga bisogna “allungare i cordami”, bisogna prepararsi per la crescita. I cordami siamo noi, i suoi “collaboratori” dice Paolo. C’è bisogno di operai nell’opera del Signore, di cordami più lunghi, di credenti disposti a distendersi, allungarsi perché la chiesa sia solida e resistente. Se la tenda è larga e i teli sono spiegati ma i cordami sono corti, che cosa succede? Succede che l’opera di Dio viene svilita della Sua efficacia, della Sua potenza e le persone si perdono. Tuttavia, se i cordami sono lunghi ma non sono ancorati, tutto sarà inutile. La tenda verrà giù in un attimo. C’è bisogno dei “picchetti”, piantati a terra e “rafforzati”. Più la tenda è grande, più le corde devono essere lunghe e ancorate ai picchetti che devono essere altrettanto alti, forti e profondi nel terreno. Tutto il peso e i movimenti della tenda sono sostenuti dai picchetti. La nostra vita cristiana deve essere rafforzata dallo Spirito Santo e piantata saldamente sulla roccia, su Cristo; più profonda e radicata è l’esperienza con Cristo, più forte sarà la resistenza alle circostanze difficili della vita.

La tenda è qualcosa di temporaneo, la Bibbia dice che sarà disfatta, ma, se siamo fedeli in questa tenda, un giorno dimoreremo nella città celeste, la dimora eterna di gloria.

Luca Marino

Da Risveglio Pentecostale maggio 2019