Meditazioni e articoli

LA CERTEZZA DEL GIUDIZIO DI DIO

Giuda 5-7

Giuda ritrae i falsi fratelli che, per effetto della loro presenza nella comunità (v.12), sono una minaccia ai semplici (Galati 5:9). La fede è stata rivelata da Dio; nessuno deve ritoccare o deformare regole, principi, precetti… tutto deve essere conservato inalterato (I Timoteo 4:1; II Pietro 3:16).

Una lieve deviazione nella rotta di un aereo lo allontanerà dal luogo programmato di atterraggio.

Giuda ricorda alcuni esempi del passato per indicare come il Signore non sia stato indifferente verso l’agire ribelle e abbia manifestato il Suo giusto giudizio, che attende sia chi seduce sia chi si lascia sedurre. Quando si parla di giudizio divino, qualcuno può essere in qualche modo infastidito, quasi che il Signore debba chiudere i Suoi occhi davanti alle infedeltà umane. Dio è buono, ma non buonista! Il Suo giudizio è giusto (Romani 2:5).

Talvolta i genitori minacciano di prendere provvedimenti, che non prenderanno mai, verso i loro figli, ma Dio è serio e la prova della Sua fedeltà è proprio nella Scrittura: Giuda illustra la storia del passato per esortare i credenti a guardarsi dalla seduzione.

 

Il giudizio degli Israeliti nel deserto

L’esempio di Giuda è quanto mai calzante. Gli Israeliti sono stati liberati per fede dall’Egitto, ma non sono entrati in terra di Canaan (Ebrei 11:29). È possibile iniziare con la salvezza e finire sotto il giudizio con la rovina? Sì! (Ebrei 3:16).

Sebbene alcuni pensino che “una volta in grazia sempre in grazia”, la Bibbia non ci dà questo insegnamento. Dio aveva cambiato il cuore a Saul, che però vi ha fatto posto alla disubbidienza e alla mancanza di ravvedimento.

Gesù aveva scelto Giuda come apostolo, ma questi ha aperto il suo cuore a Satana.

Dema aveva svolto un lavoro missionario insieme a Paolo, ma ha amato il mondo e si è allontanato dalla fede (Ebrei 3:12; 10:38, 39; II Pietro 2:20-22).

La Bibbia parla di un’intera generazione di Israeliti che è stata seppellita nel deserto non di certo perché l’amore di Dio era mutare (Salmo 95:10; Ebrei 3:17-19).

Non bisogna dunque dare per scontati i privilegi della grazia, perché l’incredulità è rovinosa (Romani 11:20), quindi è importante rimanere fedeli.

Gli Israeliti hanno visto i miracoli di Dio, ma sono stati giudicati per la loro incredulità. Il loro giudizio rimane un avvertimento per gli empi e per chi si lascia sedurre (I Corinzi 10:5-12).

 

Il giudizio degli angeli ribelli

Giuda ricorda un altro esempio per indicare la severità di Dio nell’eseguire il Suo giusto quanto inevitabile giudizio. Egli ricorda gli angeli, le prime Sue creature, che come l’uomo erano liberi di ubbidire al Signore (Genesi 2:1; Giobbe 38:7).

In un tempo, che non ci è dato da definire, un terzo di quelle creature preternaturali si è insuperbito e ha seguito Satana nella sua ribellione a Dio (Apocalisse 12:4).

Da allora quel terzo, una volta fedele, è in catene, intrappolato dalla giustizia divina e in attesa del giudizio eterno, sebbene continui a combattere contro Dio quasi abbia ancora delle speranze di vincere il conflitto (Isaia 14:12; I Corinzi 6:3).

La Bibbia dice che quegli angeli sono avvolti “nelle tenebre”, perché dovunque vadano sono privi della luce della gloria di Dio e non possono avere comunione con Lui (II Pietro 2:4).

Ora, se degli angeli non scamparono, sono in catene e sono giudicati per la loro superbia, come si potrebbe pensare che possano scampare degli uomini ribelli?

 

Il giudizio di Sodoma e Gomorra

Giuda usa un terzo esempio per avvalorare la verità divina della certezza del giudizio divino, ossia il caso di alcune città della Pentapoli: Sodoma, Gomorra, Adma, Tseboim (Deuteronomio 29:23).

Il libro di Genesi descrive il loro peccato di dissolutezza, che ha fatto storia persino nella lingua italiana (Genesi 19:4-5; Romani 1:26; I Corinzi 6:9). Quelle città sono state giudicate per la loro immoralità con il fuoco dal cielo e sono sprofondate nel Mar Morto come esempio terribile di perdizione (Genesi 19:24-28; Geremia 50:40).

L’insegnamento di Giuda è chiaro: il giudizio di Dio è inevitabile verso chiunque si ribella alla verità, si allontana dalla fede e volge “in dissolutezza la Sua grazia”.

Se il Signore non ha risparmiato Israele liberato, né parte dei Suoi angeli, né Sodoma e Gomorra, non risparmierà neppure chi si corrompe e chi volta le spalle a Lui.

Il fatto che talvolta Dio non intervenga con un immediato giusto giudizio contro l’incredulità, la superbia e l’immoralità degli empi non vuol dire che Egli non disapprovi il loro comportamento.

Dio è la stessa Persona santa e giusta che esegue i Suoi giudizi, ma conosce il tempo e il modo per darne seguito (Numeri 32:23).

Rimaniamo dunque fedeli al Signore e non lasciamoci distogliere dalla verità!

Carmelo Fiscelli

da Risveglio Pentecostale marzo 2020 – l’intero numero è disponibile

https://www.assembleedidio.org/risvegliopentecostale/wp-content/uploads/sites/2/2020/04/RP-mar2020-pag16-24.pdf