Meditazioni e articoli

L’esercito che nessuno vorrebbe

“Partito di là, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul monte, se ne stava seduto lassù, e gli si avvicinò una grande folla che aveva con sé degli zoppi, dei ciechi, dei muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, e Gesù li guarì. La folla restò piena di stupore nel vedere che i muti parlavano, gli storpi erano guariti, gli zoppi camminavano, i ciechi vedevano, e diede gloria al Dio d’Israele” (Matteo 15:29-31)

Disprezzati dal mondo

Il mondo presenta sempre il suo conto. Viviamo in una società che fa delle meritocrazia il principio regolatore delle scelte: chi ha maggiori capacità o sa destreggiarsi meglio in mezzo alle difficoltà, avrà successo e farà strada. Tutti agiscono per il proprio interesse, ad ogni costo. Eppure dobbiamo riconoscere che tante persone non possono rispondere a questi criteri e non riescono ad andare alla velocità richiesta. Di tali persone si dice che “non portano alcun vantaggio”, “sono dei pesi”, “dipendono sempre da qualcuno”. Se questo vale quando siamo di fronte a invalidità fisiche o disagi sociali, dobbiamo considerarlo anche da un punto di vista spirituale, perché il peccato produce nell’anima un’invalidità permanente. Sappiamo che il peccato ha delle conseguenze devastanti e il mondo, che così facilmente acclama chi è esempio di immoralità, non si farà carico delle brutture e delle ferite che il peccato produrrà in noi, proprio come gli amici del figlio prodigo lo scaricarono quando la sua condotta dissoluta lo portò alla miseria. L’elenco di persone descritte nel brano di Matteo rappresenta questa realtà spirituale.

Accolti da Gesù

La condizione di miseria, quando viene riconosciuta, ci pone in una posizione spirituale favorevole: è il momento in cui andiamo a Gesù sinceramente. La realtà stupefacente è che Gesù non ci disprezza, bensì ci accoglie! “Colui che viene a me, non lo caccerò fuori” (Giovanni 6:37).

Il Signore non ci volterà le spalle, ma considererà il nostro bisogno di grazia e ci permetterà di toccarLo con fede. Anche se senza forze e senza capacità, basterà poco. La donna con il flusso di sangue toccò soltanto il lembo della veste di Gesù e ciò fu sufficiente per ricevere guarigione. Cristo sa che chi grida a Lui lo fa da disprezzato, abbandonato, ferito e sofferente. Ecco perché non giudicherà ulteriormente, ma accoglierà. Gesù è Colui che “non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante” (Isaia 42:3). Soprattutto, Gesù cambia la condizione con la quale ci siamo presentati a Lui, guarendoci definitivamente: “«Quel giorno», dice il Signore, «io raccoglierò le pecore zoppe, radunerò quelle che erano state scacciate e quelle che io avevo trattato duramente. Di quelle zoppe io farò un resto che sussisterà; di quelle scacciate lontano, una nazione potente. Il Signore regnerà su di loro, sul monte Sion, da allora e per sempre” (Michea 4:6,7).

Usati da Gesù

L’opera grande del Signore non consiste soltanto nel guarire e salvare, ma nel prendere le cose che non sono per usarle alla Sua gloria. La folla di zoppi, ciechi, muti e storpi fu lo strumento perché tutti i presenti dessero gloria al Dio d’Israele.

Gli apostoli davanti al sinedrio furono riconosciuti come popolani, eppure seppero rispondere ai potenti del loro tempo con una sapienza che veniva dall’alto e i loro avversari “si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù” (Atti 4:13).

Il Salmo 118 al verso 22 dice che la pietra disprezzata è divenuta la pietra angolare. Con la stessa potenza, la nostra pietra angolare “rialza il misero dalla polvere e solleva il povero dal letame, per farlo sedere con i prìncipi” (Salmo 113:7,8) e “dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto una forza, a causa dei tuoi nemici, per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore” (Salmo 8:2). Il Signore crea da una folla disprezzata un esercito capace di parlare, per predicare la Sua buona notizia a un mondo che giace nelle tenebre, di camminare, per portare la Sua testimonianza fino alle estremità della terra, e di vedere, per sviluppare la visione del regno di Dio.

Egli ci chiama a far parte di questo esercito.

Se anche il mondo ci disprezza, il signore non lo farà! Piuttosto, se Lo invocheremo con il cuore, Egli ci trasformerà, cambierà la nostra condizione disperata e si userà di noi alla gloria del Dio d’Israele.