Meditazioni e articoli

UN INVITO A PREGARE IN ALTRE LINGUE

Quando giunse il giorno della Pentecoste la Chiesa fu manifestata al mondo per mezzo del battesimo nello Spirito Santo e l’evidenza iniziale del parlare in altre lingue. Questa esperienza fu accompagnata dal riempimento della potenza dall’alto necessaria per essere testimoni: “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra di Gesù” (Atti 1:8).

Per quanto la società di oggi possa essere pervasa dalla malvagità, la potenza dello Spirito Santo è ancora a disposizione della Chiesa per raggiungere i perduti in ogni luogo. Ogni credente ripieno di Spirito Santo ha, nella personale preghiera in altre lingue, la potenza dall’alto per essere fortificato. Paolo scrisse: “Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo capisce, ma in spirito dice cose misteriose” (1 Corinzi 14:2).

Quando il credente prega in altre lingue, prega in una lingua celestiale, una lingua di preghiera, per mezzo della quale si relaziona direttamente con Dio. Dio comprende tutte le preghiere in altre lingue, poiché la capacità di parlare o pregare in altre lingue è data dallo Spirito Santo. Paolo affermò anche che la preghiera in altre lingue è di aiuto al credente che viene edificato nella propria vita spirituale: “Chi parla in altra lingua edifica sé stesso” (1 Corinzi 14:4). Sappiamo che lo Spirito Santo è un aiuto: “il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (Giovanni 14:26). Quando, durante il Culto al Signore in Chiesa, un credente viene usato dallo Spirito Santo per dare un messaggio in altre lingue, è necessario pregare per una interpretazione affinchè tutti gli ascoltatori ne traggano beneficio (cfr.1Cor.14:27).

Diversamente, la preghiera personale in altre lingue mette il credente in comunione con Dio per mezzo dello Spirito Santo. Paolo invita a pregare in ogni tempo per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica (Efesini 6:18). Sarà anche in questo modo che riceveremo personalmente benedizione soprannaturale.

La preghiera personale in altre lingue è, quindi, una esperienza di edificazione spirituale: “Perchè se prego in altre lingue, prega lo spirito mio” (1 Corinzi 14:14), ed anche “io prego in altre lingue più di tutti voi” (1 Corinzi 14:18).

Paolo, riguardo alla preghiera in altre lingue, ammaestrò: “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perchè non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili” (Romani 8:26).

Per affrontare in modo sicuro il combattimento spirituale permettiamo allo Spirito Santo di pregare in noi e per mezzo di noi, consentendo comunicazione continua con Dio Padre e con il Figlio, Gesù Cristo. La lettera ai Romani ci fornisce ulteriori approfondimenti su ciò che accade: “E colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio” (Romani 8:27).

Il credente dispone di due intercessori divini: Cristo, che intercede dal cielo, e lo Spirito Santo, che lo fa dalla terra. Quando prego in altre lingue sono certo che lo Spirito Santo sta intercedendo per me e che la petizione che lo Spirito stesso rivolge al Padre è in accordo con la Sua volontà. Possiamo affermare che pregare nello Spirito Santo sposterà le montagne, abbatterà le roccaforti del nemico, raggiungerà mariti, mogli, figli e figlie, membri della famiglia e tutti i nostri cari che non sono salvati. Pregare nello Spirito Santo porta maggiormente la presenza di Dio nell’anima del credente. Dà guarigione nei pensieri, nelle emozioni e finanche nel corpo. Dà stabilità e fermezza anche quando tutti saranno scossi e tremanti.

Questo è il tipo di preghiera che Dio ha previsto quale aiuto vitale per la Chiesa ripiena di Spirito. Giuda scrisse: “Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito, conservatevi nell’amore di Dio…” (Giuda 20). Quando la Chiesa prega nello Spirito, Dio dà forza spirituale e capacità nel perseverare e resistere al nemico senza essere sconfitta.

La Chiesa nel libro degli Atti degli Apostoli si è avvalsa di questo tipo di preghiera e, ripiena di potenza, ha messo sottosopra il mondo! “Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di Dio con franchezza” (Atti 4:31).

Anche la Chiesa di oggi può dare ancora una scossa al modo di fare di questo mondo, specialmente se ciascuno di noi permette allo Spirito Santo di pregare in noi e per mezzo di noi! Possa questo far parte della nostra vita spirituale individuale e comunitaria: questo viene da Dio e benedirà la Chiesa del Signore!

 

Thomas Trask, Presidente delle Assemblies of God dal 1993 al 2007 – da Pentecostal Evangel del 29 dicembre 2013 – in Risveglio Pentecostale marzo 2020 – l’intero numero è disponibile

https://www.assembleedidio.org/risvegliopentecostale/wp-content/uploads/sites/2/2020/04/RP-mar2020-pag16-24.pdf