Meditazioni e articoli

UN SOLO DIO

Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche,… c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo (1Tim.2:1,4).

Già da qualche anno il mondo vive un tempo di forte crisi economica, sociale, morale, senza parlare della giustizia e sono convinto che, con la globalizzazione, stiamo vivendo una profonda crisi di identità…. Ci si vergogna perfino di essere italiani. La lingua sta cambiando: parole e termini in uso in altre nazionalità ormai fanno parte del nostro vocabolario, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre radici non sono più al centro degli interessi nazionali. Tutti stiamo vivendo questa crisi e, ad essere sinceri anche se credenti nati di nuovo, guardiamo al futuro con timore e tremore, vedendo che uno spirito di ribellione verso le autorità sta lievitando ogni giorno di più sotto i nostri occhi. Che cosa sta facendo la chiesa del Signore mentre accade tutto questo? E noi che cosa stiamo facendo?

Molti credenti stanno seguendo e si stanno facendo coinvolgere dallo spirito di questo mondo puntando il dito verso gli organi di governo e della giustizia, attribuendo loro tutta la responsabilità della situazione. Noi non dobbiamo dimenticare che siamo nel mondo, ma non siamo del mondo. Anzi, noi possiamo influenzare il mondo che ci circonda, tenendo ben presente che il tempo che stiamo vivendo è l’ultimo, siamo poco prima della fine dei tempi. Oggi il nemico delle anime nostre sta sferrando un disperato attacco globale al mondo sapendo che ha poco tempo: la battaglia è spirituale e deve essere combattuta con armi spirituali.

È ora che la chiesa del Signore si scuota e ascolti la voce di Dio che per mezzo dell’Apostolo Paolo ci dice: “Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità… Io voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e senza dispute, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1Timoteo 2:1-4). Questo è il compito che Gesù ha affidato alla Sua chiesa e a ciascuno di noi e che siamo chiamati ad assolvere: dobbiamo indicare a quanti ci circondano la Via di fuga da questo mondo che viene sempre più avvolto dalle tenebre. L’Unica Via è Cristo Gesù, Lui è l’Arca della salvezza. Senza di Lui, per questa generazione, non ci sarà scampo! “Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” (1Timoteo 2:5-6). Giovanni riporta le parole del Battista mentre diceva di Gesù: “Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29). 

Gesù è l’olocausto che Dio ha provveduto come sacrificio al posto nostro, come fu per il montone in sostituzione di Isacco sul monte Moriah.

Gesù e l’Agnello il cui sangue fu sparso per il perdono dei nostri peccati e la nostra salvezza, prefigurato dal sangue posto sugli stipiti della porta della casa degli Ebrei che li preservò dal distruttore.

Sì, Gesù è l’Agnello preannunciato dal profeta Isaia: “Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca” (Isaia 53:7).

Siamo chiamati a considerare che siamo il popolo dei riscattati per mezzo del sangue dell’Agnello che il nostro amato Cristo Gesù ha versato sulla croce. Siamo stati salvati, siamo stati lavati dal fango del peccato, siamo stati purificati, siamo stati eletti al rango di Figli di Dio per mezzo del Suo sangue. Questo sangue, ancora oggi, purifica da ogni peccato tutti quelli che vanno a Lui con fede confessando le proprie colpe. Gesù lasciò il Suo trono, abbassando Se stesso, facendosi servo ubbidiente “Trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2:8).

In che cosa speriamo e su che cosa poggiamo la nostra speranza e la nostra fiducia sul futuro che ci sta davanti? Sì, abbiamo fiducia! Perché? Per quale motivo? “Perché proclamiamo le virtù di colui che ci ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; noi, che prima non eravamo un popolo, ma ora siamo il popolo di Dio; noi, che non avevamo ottenuto misericordia, ma ora abbiamo ottenuto misericordia” (1 Pietro 2:9-10). Ringraziamo del continuo il nostro Dio meraviglioso e misericordioso!

Vincenzo Specchi

da Risveglio Pentecostale aprile 2020 – l’intero numero è disponibile su

Risveglio Pentecostale – Aprile 2020 (pdf)