Meditazioni e articoli

UN UOMO ORDINARIO PER COSE STRAORDINARIE

Giacomo 5:17-18

La Bibbia parla continuamente di personaggi la cui vita eccelle per fedeltà e servizio al Signore e, considerandoli, abbiamo l’impressione che mai noi potremo essere come loro.

Persone come Abramo, Giuseppe, Mosè, Davide, Ester, Rut, Daniele, Stefano, Paolo e altri ancora costituiscono esempi di uomini e donne di Dio che tutti vorremmo imitare.

Noi conosciamo la fine di questi uomini e donne fedeli ma oggi desidero dirvi che in loro non c’era nulla di più di quello che c’è in noi. Erano uomini ordinari resi capaci di fare cose straordinarie. Elia era un tale uomo, un uomo comune, usato potentemente da Dio, per la Sua gloria. Ciò dimostra che Dio può prendere un “nessuno” e farne “qualcuno”.

Dio può usare qualsiasi vita che si arrende alla Sua volontà e usarla potentemente per la Sua gloria. Considereremo la vita di Elia e scopriremo che quello che Dio ha fatto in quest’uomo e attraverso quest’uomo può farlo attraverso qualsiasi persona arresa nelle Sue mani.

Elia era un uomo comune. Era un uomo rude, che proveniva da una zona montagnosa, piena di boschi. Nel presentarlo la Bibbia fornisce qualche particolare: “Elia, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Galaad” (1 Re 17:1). Nel descriverlo, qualche altro usa un frasario che ci fa comprendere che non aveva titoli o modi di alta nobiltà: “Era un uomo vestito di pelo, con una cintola di cuoio intorno ai fianchi. E Achazia disse: È Elia il Tisbita!” (2 Re 1:8).

A noi potrebbe apparire un “gigante” della fede ma Giacomo lo descrive nel modo seguente: “Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni” (v. 17).

Elia era un semplice mortale, con un temperamento focoso, soggetto ad attacchi di depressione, che spesso soffriva di solitudine a causa del suo ministero.

Quello che voglio dire è che Dio non ha bisogno di super uomini o super donne da utilizzare per la Sua gloria. Egli cerca semplicemente persone disposte a ubbidire alla Sua Parola, ad andare dove Lui li conduce. Di Elia non si sa nulla fino a quando non compare davanti al re Acab. Fino a quel momento, è stato un perfetto signor “nessuno”, ma è stato cercato e usato da Dio per portare il Suo messaggio a una nazione ribelle. Dio non ha bisogno di persone colte, ricche, intelligenti e di bella presenza per portare a compimento la Sua volontà. Dio ha scelto di operare attraverso uomini e donne che semplicemente si dispongono a ubbidire alla Sua volontà e che, come Isaia, siano disposti a dire: “Eccomi, manda me!” (Isaia 6:8).

Dio mandò proprio il normale, comune, semplice Elia per parlare al malvagio re Acab. Questi è stato il peggiore re d’Israele e, insieme a sua moglie Izebel, si diede molto da fare per introdurre il culto a Baal in mezzo al popolo di Dio.

Dio diede un messaggio ad Elia per Acab: “Com’è vero che vive il Signore, Dio d’Israele, che io servo, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola” (1 Re 17:1). Non era un guerriero, era un uomo comune, arreso nelle mani di Dio, che si fece coraggio e sfidò il re malvagio nel nome del Signore.

Ognuno di noi può essere riempito dello stesso coraggio se ci arrendiamo nelle mani del Signore. Oggi, purtroppo, nel mondo c’è molta accondiscendenza con il male e molto compromesso con il peccato e questo stile di vita sta contaminando molte chiese e molti cristiani: oggi molti sacrificano la loro innocenza per i piaceri della carne. Fanno orecchie da mercante al grido di milioni di non nati che sono uccisi in nome della convenienza. Non si sentono più turbati dall’oscenità che entra nelle nostre case attraverso la televisione. Molti genitori si sono rassegnati al fatto che i loro figli e figlie abbiano relazioni prematrimoniali o esperienze omosessuali. Noi rimaniamo in silenzio, mentre il diavolo continua ad adescare le menti dei nostri figli, dei nostri giovani, conducendoli a una vita di peccato.

Elia non è rimasto in silenzio Egli parlò ad Acab e riferì il messaggio di Dio. Anche noi abbiamo un messaggio da annunciare e non possiamo stare in silenzio. Ancora oggi, il Signore cerca uomini e donne arresi e coraggiosi e dà loro un chiaro mandato: “Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo” (2 Timoteo 4:2).

Elia era un uomo devoto. Elia aveva un rapporto personale con il Dio del cielo e la sua audacia derivava proprio da questa intima comunione. Solo un rapporto intimo e personale con il Signore ti potrà trasformare in uno strumento nelle mani di Dio.

Elia dipendeva totalmente da Dio e, quando si presentò ad Acab o a Izebel, lo fece nel nome del Signore. Elia non confidava nelle proprie forze o capacità. Lui era arreso totalmente al Signore. Quando accadrà questo, sarai sicuramente usato da Dio.

Lui si riteneva un “servo di Dio”. Anche quando si presentò alla presenza del re d’Israele, il malvagio Acab, Elia sapeva che più di ogni altra cosa era al cospetto di Dio. Non sentì il bisogno di ammorbidire il suo messaggio per renderlo più gradevole. C’era solo una persona in quella stanza che doveva essere soddisfatta e questa non era Acab ma Dio.

Quando il tuo obiettivo non sarà piacere agli uomini ma piacere a Dio, allora sarai sulla buona strada per essere usato dal Signore. Elia era un uomo con una missione che poteva portare a termine perché aveva una devozione sincera e costante nei confronti di Dio.

Elia era un uomo di fede. Solo un atteggiamento di ubbidienza e impegno totale può essere benedetto e approvato da Dio. Il Signore va alla ricerca di uomini che si fidino di Lui e Elia era un tal uomo. Egli aveva fede in Dio.

Elia aveva fede nella persona di Dio. Elia credeva che Dio fosse vivo e reale e quando si presentò ad Acab, disse: “Com’è vero che vive il Signore, Dio d’Israele, che io servo” (1 Re 17:1). Dio era vivente in Elia e quando Dio vive in te non puoi farLo stare zitto. Elia aveva fede nella potenza di Dio, che gli aveva comunicato la Sua parola, ed Elia credette nella Sua onnipotenza: “Pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto” (v.17-18).

Elia credeva in un Dio capace di fare qualsiasi cosa. Dio è l’Onnipotente e può fare qualsiasi cosa, può soddisfare qualsiasi bisogno, può guarire qualsiasi malattia, può salvare qualsiasi peccatore e liberare qualsiasi prigioniero. Egli è Dio e nulla Gli è impossibile.

Elia aveva fede nelle promesse di Dio e si presentò davanti al re Acab, perché aveva ricevuto una parola da parte di Dio. Aveva abbastanza intelligenza da comprendere che quando Dio dice qualcosa quella accade.

Dio non verrà mai meno a una promessa che Egli ha fatto. Se il Signore ti ha fatto una promessa, credi fermamente che la manterrà. Abramo era “pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo” (Romani 4:21).

Elia è stato un uomo ordinario che ha fatto opere straordinarie. Questo soltanto perché Dio gli ha detto che cosa fare e lui l’ha fatto. Elia era un uomo comune mandato da Dio. Non aveva paura di parlare e denunciare i peccati del suo tempo. Non aveva paura di dichiarare la sua fede nel Dio del cielo. Non aveva paure di mettere la sua stessa vita nelle mani di Dio.

Qualcuno ha detto: “Dov’è l’Iddio di Elia?” Credo che oggi la domanda sia un’altra: “Dove sono gli Elia di Dio?”.

Il Dio di Elia non è cambiato. Egli va alla ricerca di nuovi Elia, pronti a mettere la propria vita nelle Sue mani e a ubbidire alla Sua Parola.

Vuoi tu essere un Elia di Dio?

Angelo Gargano

da Risveglio Pentecostale marzo 2020 – l’intero numero è disponibile

https://www.assembleedidio.org/risvegliopentecostale/wp-content/uploads/sites/2/2020/04/RP-mar2020-pag1-15.pdf