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Giornata nazionale di preghiera

Riuniamoci presso le nostre comunità per ringraziare il Signore, intercedere, attendere la Sua visita dall’alto, OFFRIRE per “Campi Nuovi”, il fondo per sostenere le opere di evangelizzazione in località senza testimonianza evangelica Nel nostro Paese.

Il primo viaggio missionario di Paolo scaturì da una riunione di preghiera, che si protrasse nell’arco di una giornata e durante la quale lo Spirito Santo si manifestò, chiamando ad un’opera specifica Barnaba e Paolo: “Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati» (Atti 13:2)

La comunità cristiana, che vive secondo il Nuovo Testamento, ama e pratica la preghiera, anzi riserva ad essa tempo e forze perché, come insegnò Gesù la gioia piena dei credenti deriva dalla realizzazione delle risposte divine: “Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa” (Giovanni 16:24).

Distratti da modelli inappropriati ma diffusi ed accettati in molte sedi ormai confondiamo il canto con la preghiera, il dovere con il diletto.

I credenti del libro degli Atti sì riunivano attorno alla Parola di Dio per aprire l’animo alla volontà di Dio, per tutto il tempo necessario si prostravano al cospetto dell’unico Capo della Chiesa presentando le necessità e richiedendo la potenza divina che qualifica al servizio cristiano.

Il verbo tradotto “celebrare il culto” indica un servizio pubblico in senso spirituale. Nel Nuovo Testamento viene usato per definire il servizio dei leviti presso il Tempio di Gerusalemme (Luca 1:23) così come nel nostro testo indica il servizio reso a Dio secondo la dispensazione della grazia, poiché ogni credente è un sacerdote che offre a Dio un sacrificio vivente. “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno” (Rom.12:1-3) “Perché la Macedonia e l’Acaia si sono compiaciute di fare una colletta per i poveri che sono tra i santi di Gerusalemme. Si sono compiaciute, ma esse sono anche in debito nei loro confronti; infatti se gli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali” (Rom.15:26-27).

La Giornata Nazionale di Preghiera dovrebbe avere come modello la riu-nione di Antiochia almeno nei seguenti aspetti per essere:

  1. Una riunione dei credenti di una località, i quali consacrano il tempo necessario per cercare il volto del Signore, infatti la parola “chiesa” nel Nuovo Testamento non indica l’edificio bensì la comunità dei credenti: “Nella chiesa che era ad Antiochia…”. Rivalutiamo l’importanza biblica della comunità locale, facciamolo in primo luogo partecipando alle riunioni.
  2. Una riunione di credenti che innalzano preghiere, intercessioni e lodi al loro Dio senza concedere spazio ad alcuna distrazione: “Mentre celebravano il culto del Signore”. Tolti i preamboli, il canto, gli interventi e le pause, quanto tempo effettivamente dedichiamo alla preghiera?
  3. Una riunione di credenti che dedicano un’intera giornata alla preghiera: “…E digiunavano”. Lamentarsi dell’esiguità del tempo a disposizione è un’abitudine sempre più diffusa, spesso in prossimità delle riunioni di preghiera, molto meno in vista di altre occasioni. Il tempo trascorso con il Signore, oltre che ben speso, è sempre guadagnato.
  4. Una riunione di credenti durante la quale si manifesti il Signore: “Lo Spirito Santo disse”. Il Signore conceda una genui-na manifestazione della Sua gloria e della Sua guida.
  5. Una riunione di credenti non fine a se stessa ma utile per l’annuncio del messaggio del Vangelo: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati» (Atti 13:2).

La vocazione al ministero non coincide con ciò che si ama fare, ma con quanto Dio vuole che si faccia. Il nostro Paese attende il soccorso dell’Evangelo, ma per andare bisogna essere mandati.

Riuniamoci presso le nostre comunità Domenica 8 gennaio 2017 per ringraziare il Signore, intercedere ed attendere la Sua visita dall’alto.

Le offerte raccolte durante l’intera Giornata potranno essere devolute per “Campi Nuovi”, un fondo con il quale si sostengono opere d’evangelizzazione presso località senza testimonianza evangelica o a favore dell’evangelizzazione del nostro Paese.