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Vaccinazione anti-Covid

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Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara lo stato di emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale: la pandemia da SARS-COV-2, un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima d’ora. Il virus SARS-COV-2 possiede un codice genetico a RNA, è soggetto a cambiamenti, mutazioni che possono dare origini a varianti più o meno contagiose. I primi casi di quest’infezione si sono avuti a Wuhan, in Cina, e da allora il virus si è rapidamente diffuso in tutto il mondo.

I dati ufficiali, aggiornati al 18 agosto ’21, parlano di circa 209 milioni di casi nel mondo con più di 4 milioni di decessi, in Italia 4.456.765 di casi con 128.579 decessi. Sono numeri impressionanti che probabilmente non destano più scalpore per il ripetersi quotidiano di bollettini e la diminuzione della percezione di gravità del problema nel tempo. A metà gennaio del 2020 un gruppo di ricercatori cinesi e australiani pubblicava per la prima volta l’intera sequenza del virus dando inizio alla ricerca e sperimentazione di nuove cure e soprattutto vaccini. Le ricerche su farmaci efficaci contro il virus finora hanno dato esito negativo, le terapie sintomatiche a disposizione nei casi gravi non sempre risultano efficaci, al contrario la conoscenza del genoma del virus ha dato la possibilità di allestire in breve tempo i vaccini, al momento l’unica arma efficace contro il virus.

I dati confermano che oggi la stragrande maggioranza dei soggetti ospedalizzati e nelle terapie intensive è costituita da persone non vaccinate e che soggetti vaccinati contagiati hanno un decorso pressoché asintomatico. I vaccini a disposizione in Italia sono: Pfizer-Biontech e Moderna, vaccini a mRNA, (una copia di frammento del gene con sequenza della proteina spike, quella responsabile dell’attacco del virus alle cellule), in nanoparticelle lipidiche; Astra Zeneca e Janssen, vaccini a mRNA inclusi in un vettore virale non replicante. Una volta iniettato il vaccino il nostro organismo riconosce come estranea questa molecola di mRNA e in pochissime ore è in grado di distruggerla. Con un particolare accorgimento la vita di queste particelle di mRNA viene prolungata per consentire al nostro organismo di sintetizzare la proteina spike del virus per la produzione di anticorpi anti-Spike, il vero fattore di protezione contro il virus che penetra nell’organismo.

Questi vaccini presentano dei vantaggi in termini di:

  • Sicurezza, l’mRNA non si può integrare nel genoma umano, viene completamente distrutto in pochissimi giorni;
  • Efficienza, è garantita la produzione di proteine spike verso cui produrre anticorpi;
  • Immunostimolazione, non richiede i cosiddetti adiuvanti (sostanze aggiunte ai vaccini per aumentare il potere immunogeno);
  • Garanzia, essendo sintetizzato completamente in laboratorio possiede elevati standard di qualità;
  • Adattabilità, in caso di mutazioni radicali si può semplicemente cambiare la sequenza dell’mRNA al nuovo virus

In antitesi i vaccini a mRNA non sono mai stati usati finora e quindi mancano dati dei possibili effetti collaterali nel tempo.

Occorre sottolineare che tutti i nuovi vaccini immessi in commercio sono sottoposti a particolare sorveglianza sanitaria e devono superare tutti i passaggi imposti dalla sperimentazione. L’unica differenza dei vaccini anti-Covid, rispetto ad altri, è stata l’accelerazione delle procedure, senza alterare l’affidabilità delle stesse.

Circa il rischio di anafilassi (shock immediato dopo la somministrazione del vaccino con percentuale bassissima di casi 0,65/1000000), dichiariamo che in nessun caso ci sono stati decessi perché la somministrazione avviene in ambiente protetto. Inoltre è documentata la possibilità di malattie anche fatali, ma necessita ribadire che il vaccino protegge dal Covid e non da tutte le malattie e che in molti casi non è dimostrato il nesso di causalità. D’altronde il vaccino è un farmaco e come tale può avere effetti collaterali, non esiste il rischio “0”.

In questo scenario come credenti siamo chiamati a prendere una decisione responsabile che tiene conto dei risultati scientifici e di alcuni principi espressi nella Bibbia:

La prevenzione delle malattie infettive. Nel libro del Levitico, ben 1.500 anni avanti Cristo, troviamo le norme relative al lebbroso, alle partorienti, alle case infette da muffa, alle malattie della sfera genitale dell’uomo e della donna; sono soprattutto norme igieniche tese alla guarigione dell’individuo e alla prevenzione della diffusione delle malattie infettive in comunità. Ricordiamo che le prime conoscenze in microbiologia si sono avute solo a fine Ottocento, eppure queste norme, che troviamo nella Bibbia da 1.500 anni, sono ancora oggi misure valide di prevenzione. Il vaccino anti-Covid è soprattutto uno strumento di prevenzione

Una definizione di scienza. Nella prima epistola a Timoteo 6:20-21 è scritto: O Timoteo, custodisci il deposito, schivando le profane vacuità di parole e le opposizioni di quella che falsamente si chiama scienza, della quale alcuni, facendo professione, si sono sviati dalla fede. Il testo si riferisce certamente alle false dottrine che circolavano in quel tempo e che i falsi dottori sostenevano come vera scienza o conoscenza (gnosis), eppure ci aiuta ancora oggi a delimitare i confini della vera scienza. Riteniamo infatti che l’Autore della Bibbia sia lo stesso della creazione, quindi i due libri, le Scritture ed il creato, non sono in antitesi. Campbell Morgan scrive ne “Il Vero Discepolo”: La vera scienza medica è la scoperta delle leggi di Dio per il benessere delle creature che Egli ama. Per vera scienza medica intendiamo quella costituita dalla conoscenza di fenomeni perfettamente riproducibili, medicina basata sull’evidenza, confermata dalla letteratura scientifica internazionale e non fondata su opinioni personali di esperti. Questa scienza merita il rispetto e l’accettazione di tutti, particolarmente di coloro che non posseggono tali conoscenze. Sappiamo infatti che circolano tante false notizie in rete e sui social che certamente confondono le menti e aumentano lo scetticismo verso la vera scienza fino al disprezzo.

In alcuni ambienti religiosi quest’atteggiamento sospetto è sostenuto anche da un’interpretazione errata delle Scritture in particolare del libro dell’Apocalisse: il famoso marchio della bestia e il numero 666: (la bestia) inoltre obbligò tutti piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome (Apocalisse 13:16-17). Identificare il vaccino anti-Covid con questi segni degli ultimi tempi è una vera assurdità. I vaccini sono stati molto importanti per l’eradicazione di alcune malattie come il vaiolo e, in Italia, la poliomielite. I denigratori dei vaccini probabilmente non conoscono gli effetti devastanti di queste e di altre malattie, ma è sufficiente una semplice ricerca iconografica per rendersene conto.

La responsabilità verso noi stessi e il prossimo. Ama il tuo prossimo come te stesso, è la summa dei comandamenti che riguardano la relazione verso se stessi e gli altri.

Crediamo che vaccinarsi sia un atto di amore verso se stessi e verso gli altri in quanto il vaccino protegge dalla possibilità di morte o dalla cosiddetta Long Covid Syndrome, effetti cronici della malattia molto invalidanti caratterizzati da stanchezza cronica, problemi respiratori, stato di confusione mentale e nei bambini la MISC, malattia infiammatoria multisistemica, anch’essa potenzialmente letale. Certamente, come già detto, il vaccino è gravato di possibili effetti collaterali, ma i benefici superano abbondantemente i rischi

In conclusione possiamo dire che alla luce delle evidenze scientifiche e della Bibbia il vaccino anti-Covid può aiutarci a proteggerci, a debellare o quantomeno a controllare la diffusione della malattia in comunità. Fermo restando che, come in ogni decisione, le scelte del credente devono procedere da riflessione e convinzione personale ricordiamo che accanto al rischio di “fare” è di gran lunga superiore il rischio del “non fare” (il vaccino).

Past. Dr. Antonio Vitale – Medico chirurgo spec. in Pediatria

da Risveglio Pentecostale – settembre 2021