Promossi alla Gloria

Enza D’Aquino Di Iorio

PROMOSSI ALLA GLORIA
Enza D’Aquino Di Iorio
1954-2020

Enza D’Aquino, sposata Di Iorio, nacque a Scordia (CT) il 14 ottobre 1954. Era nipote di un pioniere della pentecoste tra gli italiani d’America: Salvatore Manuele. Dopo la conversione, questi sentì la chiamata divina a evangelizzare famiglia e amici in Italia a Scordia e dintorni, nella provincia catanese. Nel 1922, con l’incoraggiamento del pastore Luigi Francescon della Chiesa che frequentava in Chicago (USA), ritornò più volte fino a stabilirsi definitivamente in Italia e un gran popolo accettò l’Evangelo attraverso il suo ministero.
La mamma, Giuseppina, fu l’unica di una numerosa famiglia che rimase col padre in Italia, sposando Antonino D’Aquino; la loro casa era anche l’abitazione del pastore che, rimasto vedovo, vi ospitava i numerosi pastori in visita e credenti. In quest’atmosfera cristiana e tutta protesa al servizio cristiano, Enza crebbe e – appena adolescente – fu salvata e battezzata nello Spirito Santo. Subito si impegnò a suonare con la fisarmonica e come monitrice della Scuola Domenicale, molte volte come collaboratrice al CCE Elim ADI in Sicilia.
In seguito a un appello a frequentare l’Istituto Biblico Italiano (IBI) delle ADI, sentì d’iscriversi e frequentò negli anni 1975 e 1976, dove comprese il piano divino per la sua vita.
Avvertì che il Signore la chiamava a servirLo più pienamente nel servizio cristiano e, sposatasi con Davide Di Iorio il 17 settembre 1977, condivise pienamente il ministero del marito nelle Chiese di Firenze e Prato (ottobre 1977 – febbraio 1979), Ascoli Piceno e Teramo (marzo 1979 – ottobre 1980), Reggio Calabria (novembre 1980 – marzo 2010), Napoli (marzo 2010 a oggi).
Madre di due figli, Ugo e Yleana, è sempre stata impegnata sia come mamma sia come collaboratrice attiva nel servizio cristiano, impegnandosi in ogni area del lavoro comunitario per il Regno di Dio. Nell’anno 2000 fu colpita da linfoma di Hodgkin, un linfogranuloma maligno. Il Signore parlò al suo cuore facendole capire che doveva passare per il fuoco promettendole: “Non ti brucerai”.  Arresasi alla volontà di Dio, fu provata risultando vittoriosa.
Il Signore le “regalò” altri 19 anni con la sua famiglia e le Chiese che il marito pasturava, fino all’ultima, a Napoli in Via Fra Gregorio Carafa. La sorella Enza amava la Chiesa e l’Opera di Dio. Nei culti, ultimamente, alzava le mani al cielo in preghiera e sembrava essere già lì. È stata una credente fedele. Mercoledì 21 ottobre 2020 è stata promossa alla Casa del Padre.
Davide Di Iorio