Promossi alla Gloria

Giuseppe Costanzo

Il pastore Giuseppe Costanzo è nato a Frattamaggiore (NA) il 7 Agosto 1952, primo di due figli, da Pasquale Costanzo e Raffaela Tramontano. Quando aveva soltanto tre mesi, sua madre, nonostante fosse ancora in maternità, dovette ritornare al lavoro; anche il padre aveva un’occupazione ma allora i tempi erano duri e le condizioni economiche erano precarie per cui c’era la necessità che entrambi lavorassero e, non potendo badare a lui, fu affidato ai nonni paterni, che ne presero cura fino ai dieci anni. Furono anni felici anche se non mancarono le difficoltà. Verso i quattro anni fu colpito da una forma di morbillo molto grave che lo stava conducendo alla morte ma, nel momento più brutto, lui che era un bambino di appena quattro anni cominciò a recitare il Padre Nostro in latino, che aveva imparato a memoria da un film. Con grande sorpresa dei familiari, da quel momento in poi cominciò a stare bene. Fu il Signore a stargli accanto e liberarlo, perché aveva un piano per lui. Appena dodicenne, non avendo la possibilità di comprare i libri, era solito studiare con un compagno di scuola. Un giorno il papà di questo giovane, il fratello Antonio Binda, un credente della chiesa di Frattamaggiore, gli parlò di Gesù e lo invitò al culto per la domenica successiva, era il 16 ottobre 1964. Da allora tutto cambiò, Giuseppe sperimentò l’esperienza della salvezza e il Signore inondò di benedizioni la sua vita e la sua casa. Il 28 giugno 1970 fu battezzato in acqua nella chiesa di Napoli Materdei e subito cominciò a sentire un fuoco dentro di lui e un ardente desiderio di predicare la parola di Dio; il 30 agosto 1971 ricevette il battesimo nello Spirito Santo nella comunità di Caivano (Na). Nel ’72 partì per Pordenone in Friuli dove prestò servizio militare e frequentò la chiesa evangelica di Udine. Tornato a Frattamaggiore, nella sua comunità di origine, iniziò i primi passi nel servizio al Signore come responsabile dei giovani e successivamente come monitore nell’opera della Scuola Domenicale. In seguito fu eletto nel consiglio di chiesa, collaborando con il pastore Daniele Marra fino al 1978. Il 19 settembre 1976 sposò la sorella Leonilde Guerra, una giovane della comunità di Frattamaggiore, dalla quale ebbe tre figli, Raffaella, Pasquale e Lidia. Insieme non hanno mai smesso di servire il Signore. Iniziò l’opera nel 1977 come incaricato nella cura della nascente missione in Via Sette Re ad Arzano subentrando al fratello Ugo Di Iorio che fu promosso alla gloria del Padre, e supportato dalla preziosa collaborazione del fratello Salvatore Anastasio e di alcuni credenti della comunità di Napoli. Nell’80 iniziò una nuova opera di evangelizzazione, in casa di una numerosa famiglia nella zona di Piscinola (Na) e nell’83 con la crescita del gruppo sorse la necessità di aprire un locale di culto più ampio. In seguito, avvalendosi della collaborazione di credenti delle comunità di Arzano, Piscinola e dintorni, assunse l’incarico come responsabile dell’istallazione di tende per le campagne evangelistiche, succedendo al fratello Vito Occhicone. Nel maggio del 1989 entrò a far parte del comitato di zona Campania e Molise, incarico che mantenne fino al 2005. Il 31 dicembre 2015,in seguito ad un tumore maligno al fegato, dovette lasciare la conduzione delle comunità, dopo quarant’anni di ininterrotto e devoto servizio a Dio e alla Sua chiesa. Negli ultimi anni, nonostante fosse provato da questa lunga infermità, non smise di dare il suo contributo ministeriale, visitando e predicando la Parola del Signore in svariate comunità nel napoletano e nell’avellinese. Circondato dagli affetti dei suoi familiari, ha serenamente raggiunto la casa del Padre il 29 novembre 2020. Tutti i pastori e i credenti che lo hanno conosciuto lo ricorderanno per il suo zelo e la sua tenacia, un vero pentecostale, un servo di Dio che ha onorato il Signore e la chiesa con una vita di fedeltà e servizio, lasciandoci un esempio di umiltà e di attaccamento alla Parola. Lui stesso scriveva, non molto tempo prima della sua dipartita: “Adesso aspetto con gioia e serenità l’avvento del mio Divino Maestro e Signore Gesù”. “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione” (2 Timoteo 4:7-8)

Giuseppe Andante

Risveglio Pentecostale – gennaio 2021